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Tratta, Boldrini: «È nuova schiavitù, aromonizzare…

Giornata europea contro la tratta degli esseri umani

Tratta, Boldrini: «È nuova schiavitù, aromonizzare politiche Ue»

Contro la tratta degli esseri umani, flagello di questi anni, «serve una maggiore armonizzazione» della norme e delle politiche di contrasto europee. Oggi ci sono «troppe differenze tra Stato e Stato», e questo «va a vantaggio dei trafficanti: dobbiamo avere una legislazione europea organica, che deve essere inserita in una politica realistica sull'immigrazione». A dirlo è la presidente della Camera, Laura Boldrini, aprendo a Montecitorio le celebrazioni per la decima “Giornata europea contro la tratta degli esseri umani”, promossa dall'Osservatorio interventi sulla tratta del Dipartimento delle pari opportunità di Palazzo Chigi.

Tratta «nuova forma di schiavitù a livello globale»
«Quello della tratta - ha aggiunto Boldrini - è un fenomeno tra i più drammatici del nostro tempo. Riduce le donne in merci, in oggetti che devono essere venduti, con una violenza fisica e psicologica. È un fenomeno abbietto perché trae origine dal bisogno, dalla povertà, dalla disuguaglianza. Ed è ripugnante perché sfrutta il bisogno delle donne. È una nuova forma di schiavitù che a livello globale riguarda 35,8 milioni di persone, oltre il 70% delle quali sono donne e bambine vendute a loro insaputa». L'Italia, ha aggiunto Boldrini, «può e deve giocare un ruolo centrale nel contrasto perché le donne vittime della tratta sono in aumento, soprattutto tra le migranti salvate ogni giorno in mare dalla Guardia Costiera». Il nostro Paese, ha concluso, «ha una buona legislazione a protezione di queste vittime, oggi basta anche solo il rischio di tratta per avere la protezione, ma spesso questo non viene detto alla vittima».

Boschi: riposta istituzioni non sia solo a livello penale
Nette e inequivocabili anche le parole della ministra per le Riforma Maria Elena Boschi, anche lei intervenuta alla cerimonia ospitata alla Camera. La tratta, ha sottolineato Boschi - che è anche titolare del Dipartimento pari opportunità di Palazzo Chigi - « è un delitto contro l'umanità, ma soprattutto, come ci ha ricordato Papa Francesco, è un'attività ignobile che dovrebbe essere considerata una vergogna per tutte quelle società che si vogliono considerare civili». Anche lei ha parlato di « schiavitù moderna», le cui vittime «camminano accanto a noi, nelle strade delle nostre città, in Italia e in Europa». Prostituzione, sfruttamento sul lavoro, accattonaggio, e abusi sui minori sono tutte facce di un fenomeno che priva donne e uomini «della loro libertà e della loro dignità». La risposta delle istituzioni non può essere solo a livello penale, ha concluso, «perché queste persone si chiedono: cosa faccio una volta che ho denunciato?». Quando non riescono a denunciare «la colpa è nostra, che evidentemente non siamo stati in grado di dare loro la sicurezza che non sono soli». Ed è lì «che si gioca la nostra partita, la nostra responsabilità».

Mozione SI: Governo finanzi Sistema nazionale antitratta
Molte, anche sul fronte della politica, le iniziative per rilanciare i temi della Giornata contro la tratta, tra cui la presentazione di una mozione di Sinistra Italiana che impegna il governo, tra l'altro, a garantire un finanziamento strutturale al Sistema nazionale antitratta con un fondo di 35 milioni di euro. Per la deputata Giovanna Martelli, prima firmataria del documento, il fenomeno «è in aumento in molti paesi», e le reti criminali che si arricchiscono alle spalle dei migranti «si sono modernizzate e adeguate ai meccanismi dei nuovi e massicci movimenti verso l'Europa». In Italia, continua la deputata della Sinistra, «il problema è particolarmente grave a causa di una combinazione di vari fattori, come la posizione geografica, il potere della criminalità organizzata locale e una persistente domanda di prestazioni sessuali». Da qui la necessità di aumentare i fondi a disposizione e «individuare azioni e politiche pubbliche di inclusione per tutelare i diritti e le pari opportunità delle persone che migrano».

M5S: no a taglio dei fondi per contrasto trafficanti
A chiedere più fatti e meno parole contro la tratta di esseri umani sono anche i componenti pentastellati delle commissioni parlamentari Antimafia e Migranti. Il primo passo per debellare il fenomeno, sottolinea una nota, è non tagliare i fondi a disposizione per il contrasto dei trafficanti, che dovrebbero invece essere aumentati «per tutte quelle realtà che si attivano per ridare dignità alle vittime inserendole in un percorso di vita sociale dignitoso». Un altro fronte che non può essere sguarnito, in termini di finanziamenti e mezzi, è quello «di chi combatte la criminalità che alimenta questi sistemi, quindi Forze dell'ordine e magistratura devono avere tutte le risorse possibili. Non si puo' tollerare questo crimine, ne relegarlo ad una giornata di memoria, ma una lotta necessaria e strenua su base quotidiana».

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