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Eni Award, al Quirinale premiati i vincitori

la cerimonia

Eni Award, al Quirinale premiati i vincitori

Si è svolta stamattina al Quirinale la cerimonia di premiazione dei vincitori dei “Premi Eni Award 2016” (istituiti per sviluppare idee innovative per un miglior utilizzo delle fonti energetiche e promuovere la ricerca scientifica e i temi della sostenibilità), alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel Salone delle Feste la cerimonia è stata aperta dagli interventi del Presidente dell’Eni, Emma Marcegaglia , e dall'Amministratore Delegato, Claudio Descalzi. Il Capo dello Stato ha quindi consegnato i Premi: “Nuove frontiere degli idrocarburi - upstream” al prof. Christopher Ballentine, ex aequo con il prof. Emiliano Mutti; “Nuove frontiere degli idrocarburi - downstream” al prof. Johannes Lercher; “Protezione dell'ambiente” al prof. David Milstein; “Debutto nella Ricerca” alla dott.ssa Alessandra Menafoglio, e all'ing. Federico Bella.

Descalzi: riforme servono al Paese
La posizione dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, rispetto al referendum costituzionale di dicembre è la stessa espressa a favore del sì da Confindustria. Interpellato a margine degli Eni Award 2016, l’ad ha sottolineato: «Leggo il referendum come lo legge Confindustria che si è espressa chiaramente. Mi sembra logico pensare che abbiamo bisogno di snellire il nostro sistema dal punto di vista delle regole e delle leggi». Per Descalzi «bisogna avere un sistema più snello, più efficace e più capace di prendere decisioni, meno burocratico perché in un paese non bisogna solo investire ma bisogna poter investire e avere sicurezza dei tempi e delle procedure». Per l'ad di Eni «questo referendum porta delle riforme e gli investitori esteri sono preoccupati che non riusciamo a riformare il sistema.

«Con giacimento Kashagan avremo grande cassa
Descalzi ha sottolineato che con la produzione di petrolio del mega giacimento kazako del Kashagan «cambia molto, perché avremo una grande cassa». L’amministratore delegato dell'Eni ha spiegato che «siamo in fase di recupero e avremo 2-3-4 anni di grande produzione». E questo «è molto positivo». Poi ha ricordato che investire in innovazione «vuol dire competenze che ci permettono di competere: quello che abbiamo fatto in questi anni nel campo dell'esplorazione, dello sviluppo e della produzione non sarebbe stato possibile se non avessimo avuto le competenze e non avessimo investito nella ricerca scientifica».

Marcegaglia: evoluzione tecnologica determinante
«I fenomeni cui stiamo assistendo stanno lentamente definendo quelli che saranno i nuovi paradigmi di sviluppo; stiamo infatti vivendo una fase di transizione verso nuove tecnologie che probabilmente non hanno ancora esplicato appieno il loro potenziale. Anche nel settore energetico, l’evoluzione tecnologica giocherà un ruolo determinante, assistendoci nel percorso di decarbonizzazione in atto, accompagnando il processo di transizione energetica verso un futuro a basso impatto carbonico» ha affermato il presidente di Eni, Emma Marcegaglia, durante la cerimonia degli Eni Award. «In questo scenario di trasformazione - ha aggiunto la presidente dell’Eni - il ruolo della ricerca è perciò sempre pi centrale per il Paese e per aziende come Eni che puntano ad obiettivi di lungo termine, per riuscire a crescere in modo sostenibile”, ha aggiunto.

Ricerca e tecnologia base crescita, oltre 6mila brevetti
In particolare nel campo dell’esplorazione «ormai da 4-5 anni siamo i primi in classifica di riserve e risorse trovate - ha spiegato Descalzi -. Il nostro portafoglio brevettuale che al 2016 è pari a oltre 6000 brevetti testimonia proprio questo impegno». E dal 2009 ad oggi «abbiamo investito in ricerca e sviluppo tecnologico circa 1,5 miliardi di euro nelle aree core di esplorazione, perforazione e gestione dei giacimenti, nel settore downstream e nelle energie rinnovabili».


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