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Tangenti nei subappalti delle grandi opere

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Tangenti nei subappalti delle grandi opere

  • –Sara Monaci

Era il «sistema» delle Grandi opere. Questa la tesi investigativa: un meccanismo rodato di corruzione e subappalti manipolati per mungere denaro pubblico da maxi lavori, come l’Alta velocità Milano-Genova, l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria e il People Mover, che collega la stazione di Pisa con l’aeroporto.

Sono due inchieste, delle procure di Roma e Genova, a svelare il presunto malaffare «incancrenito» nella gestione delle sub-commesse bandite dalle aggiudicatarie dei lavori: il Consorzio Coccia, Reggio Calabria-Scilla scpa e il Consorzio pubblico Pisa Mover. In manette 31 persone (11 in carcere), tra le quali i due direttori dei lavori dei tre maxi cantieri, Giampiero De Michelis e Domenico Gallo e Giandomenico Monorchio, titolare di una società di ingegneria e figlio dell’ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio. Agli arresti anche i vertici delle tre società: Michele Longo, Ettore Pagani, Giulio Frulloni (del consorzio Covit), Michele Firpo, Marino Aprea (di Pisa Mover) e Pacifico Belli (di Condotte spa). Tra gli indagati l’imprenditore Giuseppe Lunardi, figlio dell'ex ministro Pietro Lunardi. Ipotizzati i reati di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Le due indagini sono state svolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma e dal Gico della Gdf di Genova.

«L’amalgama»

L’indagine del pm romano Giuseppe Cascini, coordinato dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino, ruota attorno all’associazione per delinquere capeggiata da De Michelis, che svolgeva il ruolo di direttore dei lavori attraverso la società Sintel di Monorchio. Stando all’accusa avrebbero creato una «joint venture che opera nell’ambito di una “amalgama” che copre tutti gli illeciti». L’accordo sarebbe stato siglato con alcune società: in cambio del silenzio sugli eccessivi risparmi - come quelli relativi alla qualità del calcestruzzo definito nelle intercettazioni «colla» o «troppo liquido» - compiuti dalle imprese nei subappalti, queste si impegnavano a comprare forniture dalle società di De Michelis e Gallo. I lavori ottenuti con questi mezzi ammonterebbero a circa 17,5 milioni.

Escort

Gli accertamenti di Genova avrebbero evidenziato come nello scambio ci fossero anche escort. È il caso dell’imprenditore Marciano Ricci, della Europa92 spa, che avrebbe offerto prostitute ai dirigenti di Cociv Longo, Pagani e Frulloni. Gli incontri si sarebbero svolti all’Hotel Tower di Genova. In cambio avrebbe ottenuto i lavori relativi alla galleria Cava Vecchie Fornaci per il Tav Milano-Genova.

«Il mostro»

De Michelis avrebbe avuto un atteggiamento definito dagli stessi coindagati «spavaldo». Nelle intercettazioni lo definiscono il «mostro» per le continue richieste di tangenti. Per questo a dicembre 2015 decidono di rimuoverlo, e così il figlio dell’ex ragioniere dello Stato lo allontana. Tuttavia De Michelis pianifica un dossier che gli consentirà il reintegro. Tra le minacce che fa giungere c'è anche quella di rivelare alla Procura di Firenze (nell’inchiesta “Sistema”) presunti «illeciti consumati in Anas». De Michelis lo dice a Gallo: «Tenete conto di un’altra cosa, che qua caschiamo e tutta la Salerno-Reggio Calabria, dell'opera non collaudabile».

L’inchiesta di Firenze

In un capitolo si fa riferimento «all’alta sorveglianza di Italferr», la società da Fs che di questo si occupa. Si richiama «un atto integrativo di convenzione tra Cociv e Rfi del 2011, all’interno del quale Rfi (di Ferrovie dello Stato, ndr) riconosce a Italferr un mandato con rappresentanza sulle funzioni di alta sorveglianza per le opere dell’alta velocità Milano-Genova».

Spiegano gli inquirenti che occorre approfondire anche «cosa sia successo nell’incontro tra De Michelis e i funzionari Turi e D’eugenio, che quello afferma di aver incontrato presso gli uffici Italferr». In questa sede, De Michelis avrebbe minacciato Turi dicendo che «sarebbe andato dalla Gdf di Firenze a denunciare fatti gravi, accelerando altre indagini». Si parla probabilmente dell’indagine “Sistema” che ha visto coinvolto il manager pubblico Ercole Incalza e l’imprenditore Stefano Perotti (citato più volte nelle intercettazioni). Da sottolineare che intanto l’inchiesta fiorentina è stata in gran parte archiviata pochi giorni fa. Il consorzio Cociv si dichiara parte lesa dichiarando che non esistono oneri aggiuntivi per lo Stato. Mentre il premier Matteo Renzi si augura che il processo sia «equo e rapido».

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Due inchieste giudiziarie, delle procure di Roma e Genova hanno fatto emergere un sistema «grandi opere»: secondo gli inquirenti un meccanismo di corruzione e sub-appalti in maxi lavori, come l'Av Milano-Genova, l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria e il People Mover, la navetta che collega la stazione di Pisa con l'aeroporto