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La rete «nascosta» delle grandi opere in Italia

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La rete «nascosta» delle grandi opere in Italia

Roma

Nell’inchiesta delle procure di Roma e Genova emerge una rete di relazioni e incarichi che va oltre le tre opere prese in esame. I collegamenti tra imprenditori e manager si ramificano anche in altre infrastrutture lungo tutta l’Italia.

Giuliano Lorenzi, ad esempio, indagato a Genova per turbativa d’asta nella vicenda Tav, è stato anni fa anche direttore tecnico della Pedemontana, opera ancora in fieri in Lombardia (attualmente la più impegnativa in Italia, per 5 miliardi di investimenti tra costi e oneri finanziari). Fece in tempo a chiudere la gara con Strabag nel 2011 per il secondo lotto e poi uscì di scena con il nuovo cda (i lavori peraltro non sono ancora iniziati, con tanto di contenzioso tra l’impresa austriaca e la Pedemontana).

Un altro collegamento riguarda la realizzazione della stazione “Norman Foster” per l’alta velocità di Firenze. Una maxi-commessa in cui, stando agli accertamenti dei magistrati capitolini, c'erano le mire di Giandomenico Monorchio e Giampiero De Michelis, ora in custodia cautelare in carcere su richiesta del gip romano. L’obiettivo: piazzare come direttore dei lavori Giovanni Fiordaliso, definito dai due «un uomo nostro». Fiordaliso è un ingegnere di Anas, già direttore dei lavori del lotto di ammodernamento (dallo svincolo delle Serre a quello di Mileto) dell’autostrada A3, cioè la Salerno-Reggio Calabria. A detta dei due indagati, con Fiordaliso direttore dei lavori avrebbero potuto muovere pressioni sulle società sub-appaltatrici per ottenere contratti di fornitura. Ovviamente tali frasi devono essere vagliate dagli inquirenti.

Tra gli arrestati c’è anche Pierpaolo Marcheselli (fratello di Giulio Marcheselli, professionista di Italferr che a Milano si è occupato della direzione dei lavori di Expo), che nel marzo 2014 è stato già condannato in appello a 4 anni e mezzo per traffico di rifiuti illeciti dentro il processo che ha visto coinvolto Cavet, il consorzio controllato da Impregilo costituito per i lavori dell’alta velocità tra Firenze e Bologna. L’accusa è che ci sia stato uno smaltimento di terre di scavo con certificazioni illegittime.

Inoltre nella direzione dei lavori di Cociv, il consorzio dell’alta velocità Genova-Milano, è presente anche Stefano Perotti, che già ritroviamo nell’inchiesta “Sistema” della procura di Firenze (l’indagine è stata in questi giorni archiviata per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere). Infine c’è Ettore Pagani, il direttore del consorzio Cociv, arrestato per corruzione, che risulta essere direttore dei lavori della società Eurolink, il general contractor incaricato dalla società Stretto di Messina di progettare e costruire il ponte. Eurolink, guidato da Impregilo, raccoglie, tra gli altri, la società Condotte.

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