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Dossier Le turbine di Windcity a caccia di investitori

    Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

    Le turbine di Windcity a caccia di investitori

    (Olycom)
    (Olycom)

    Turbine eoliche per catturare il vento in città, intercettando anche i flussi scartati dagli apparecchi tradizionali. Windcity, la startup fondata dal padovano Tommaso Morbiato, guarda al circuito dell'economia circolare da un punto di osservazione poco diffuso: il mini-eolico, le tecnologie specialistiche per l'energia del vento. Il problema? Trovare investitori che facciano ingranare l'azienda, arrivata a un team di 10 persone con un capitale proprio e i riconoscimenti economici incassati finora. Il brevetto, in fase di registrazione internazionale, sfrutta il principio dell'equilibrio dinamico naturale. Come spiega al Sole 24 Ore Morbiato, «non ci sono azionamenti, servomeccanismi, alimentazioni di servizio. La turbina si regola da sola come un buon navigatore mette a segno le vele sulla sua barca cercando il miglior vento». L'azienda ha iniziato la caccia ai finanziamenti nel 2014, cumulando un capitale che resta ancora al di sotto dei 100mila euro: 20mila euro dal premio Fondazione Primo Miglio 1609, 30mila euro in accelerazione del Premio Gaetano Marzotto, più altri importi di piccolo taglio che hanno alimentato la divisione R&D dell'azienda. Il prossimo passo è un'iniezione più robusta di capitali per fare il proprio debutto sul mercato: «Oggi stiamo già valutando i primi aumenti di capitale da parte di alcuni investitori, che ci faranno

    uscire sul mercato con il prodotto e il suo data-sheet direttamente dalla galleria del vento del Politecnico di Milano con Università di Trento» conferma Morbiato. E per il futuro? L'obiettivo è ampliare prima la rete di distribuzione, per poi espandersi su nuovi ambiti di applicazione. «Stiamo completando la supply chain con partners commerciali con cui arrivare all'utenza creando valore condiviso – spiega Morbiato - La tecnologia per questioni di budget oggi viene validata su una macchina da 1500 W, ma può essere scalata fino a 20 kW sugli stessi principi: infine, un breve percorso di ingegnerizzazione dei materiali può portarci a specchiare la tecnologia per turbine sottomarine maremotrici». Se si parla di mini-eolico, l'Italia non sfigura nel confronto internazionale. «Per quanto la nostra Italia si piazzi nei primi posti Ue quanto a capacità installata, il settore mini-eolico ha bisogno di un respiro internazionale».

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