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    Food Delivery: è finito il boom delle startup. Mercato per pochi?

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    Il 2015 è stato l’anno del boom. Quello dei 5,4 miliardi di dollari investiti. Questo 2016, invece, si sta trasformando nell’anno del ritorno alla realtà per le startup del food delivery. I dati attuali disegnano uno scenario completamente diverso rispetto a quello di dodici mesi fa, con un mercato che probabilmente sta raggiungendo il suo consolidamento e che inizia a mostrare gli spigoli più complicati.

    Le cifre fornite da CB Insignt raccontano un rallentamento sostanziale sul fronte investimenti, con un primo trimestre 2016 piantato a 609 milioni di dollari. Nello stesso periodo dello scorso anno, i dollari erano stati 1,4 miliardi. Più del doppio. E l’anno si era poi chiuso con cifre sbalorditive: 5,47 miliardi di investimenti, anche grazie a un quarto trimestre da capogiro (1,98 miliardi di dollari). L’inversione di tendenza, dunque, appare netta, e l’anno potrebbe chiudersi con percentuali di flessione superiori al 50 rispetto al 2015. Quasi che con l’inizio del 2016 si fosse spenta la luce sul mondo del food delivery. Almeno questo raccontano i numeri.

    I fatti, però, dicono altro. Dicono, per esempio, che un gigante come Uber sta puntando forte sul suo servizio di consegna cibo a domicilio chiamato UberEATS. Dicono che Facebook sta implementando una funzione nella sua piattaforma Messenger che consente di acquistare cibo a domicilio, grazie all’accordo con i servizi di delivery disponibili. Dicono che Amazon si sta giocando la carta Amazon Restaurants per entrare con forza nel giro del cibo a domicilio.

    Da una parte, dunque, gli investimenti in startup che crollano, dall’altra l’ingresso dei big, improvvisamente ammaliati dal fascino di un settore che sta cambiando le nostre abitudini. Tutti elementi che scuoteranno ulteriormente il mercato. Un mercato che sta diventando maturo e cosciente. Il dubbio maggiore riguarda proprio le startup: ce la faranno a reggere l’urto di competitor così grandi? L’impressione è che, a parte quelle diventate già autorevoli (e solide dal punto di vista finanziario), ci sarà poco spazio per nuove startup nel mondo delle consegne a domicilio. E forse è proprio per questo che i fondi di investimento hanno cambiato rotta.

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