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Dossier Il mondo del rugby applaude l'Italia

Dossier | N. 35 articoliRugby internazionale / I match d’autunno

Il mondo del rugby applaude l'Italia

Storditi, scioccati, umiliati: ecco alcuni dei termini usati per descrivere gli Springboks sudafricani al termine della partita con l'Italia. Un giro sui siti anglosassoni, passando poi anche alla stampa specializzata sudafricana e neozelandese, fa capire subito come è stata recepita l'impresa della squadra azzurra. Perché da un lato viene messa in evidenza la crisi di una delle tradizionali potenze di questo sport, alla settima sconfitta nelle ultime partite disputate, ma dall'altro si sottolineano i tanti meriti dell'Italia, a partire da una difesa che - sotto la nuova guida di uno specialista come il tecnico sudafricano Brendan Venter, voluto dal ct Conor O' Shea - ha trovato sempre le risorse e le soluzioni per fare fronte alle avanzate avversarie.

In un clima da trincea Parisse e i suoi hanno saputo esaltarsi, ma quando c'è stato da contrattaccare lucidità e determinazione non sono state da meno. In un match da elogio collettivo, sta anche alle opinioni individuali trovare qualche uomo degno di una menzione in più, ma certo non si può non nominare Simone Favaro, il terza linea che altre volte in passato ha trascinato la squadra con placcaggi tonanti e una mole di lavoro straordinaria. Un esempio e uno stimolo per tutti, ma poi ci sono stati gli esordienti o semiesordienti in prima linea (Panico, Ferrari, Quaglio), una coppia di ali (Bisegni e l'ariete Venditti) presente in ogni momento, una mediana, formata da Bronzini e Canna, giovane, attenta e sfrontata quando ne valeva la pena.

Se, poi, uno degli obiettivi dichiarati subito da O' Shea era quello di non perdere intensità nell'ultimo quarto di gara, a Firenze l'impressione è stata quella di una scommessa vinta. Anzi, proprio nella parte finale la squadra ha messo in difficoltà gli increduli ospiti.

Per la prima volta l'Italia si impone a una squadra vincitrice di una Coppa del Mondo. Un gradino altissimo è stato fatto, per Inghilterra, Australia e soprattutto Nuova Zelanda ci sarà da provare ancora... In realtà, e qui scendiamo sul piano dell'ovvio, se era ingiustificato abbattersi troppo dopo il 68-10 rimediato dagli All Blacks, sarebbe inopportuno - al di là della gioia del momento - pensare che la gran parte dei problemi sia risolta. Di sicuro non è questa l'opinione del clan azzurro: e se ci saranno fan un po' esaltati, considerando le avare soddisfazioni di tutti questi anni, si possono anche capire.

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