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Ammortizzatori sociali, più politiche attive per completare la riforma

L'Analisi|lavoro

Ammortizzatori sociali, più politiche attive per completare la riforma

A oltre un anno di distanza dall’entrata in vigore dei decreti delegati del Jobs act in tema di ammortizzatori sociali, il quadro attuativo deve ancora trovare il suo assetto definitivo: nel 2017, infatti, usciranno di scena alcune misure “storiche” come l’indennità di mobilità ma altre – previste proprio dalla riforma – stentano a vedere la luce, come nel caso dell’assegno di ricollocazione.

Per onestà va detto che i decreti legislativi regolatori dei sussidi in caso di perdita dell’occupazione (Dlgs 22/2015) e dei trattamenti in caso in costanza del rapporto di lavoro (Dlgs 148/2015) sono stati animati da una visione organica e universalistica dei diversi istituti che compongono il panorama degli ammortizzatori, con la capacità del legislatore di condensare in questi contenitori normativi il sistema delle regole che li governano.

Però, quel che manca, come spesso accade nel varo di questi provvedimenti legislativi, è lo scatto finale che deve portare alla completa attuazione delle misure previste: nel caso specifico dell’assegno di ricollocazione, il suo debutto è in stand-by per via della lunga gestazione che sta caratterizzando il pieno avvio dell’Anpal, l’agenzia che – tra i diversi compiti – dovrà amministrare anche uesta misura.

L’effetto è, purtroppo, il venir meno di uno dei principi fondanti la riforma degli ammortizzatori sociali operata dal Jobs act, ossia la stretta correlazione degli strumenti di matrice “passiva” con le misure di politica attiva.

Il 2017 vedrà, invece, il completamento di alcuni interventi già tracciati nel 2015 con i citati provvedimenti. In primo luogo, da sottolineare, appunto, la fine delle liste di mobilità e della collegata indennità al prossimo 31 dicembre, fatti salvi i periodi residui in capo ai percettori che risulteranno iscritti a tale data. Così, dal prossimo anno, anche i lavoratori destinatari di licenziamenti collettivi usufruiranno della Naspi, che diventa il sostegno universale in caso di disoccupazione (con il 2016 esce, altresì, di scena l’indennità speciale edile).

C’è invece incertezza sull’indennità Dis-Coll per i collaboratori coordinati e continuativi: la sperimentazione dovrebbe finire con il 2016, anche se potrebbe essere prorogata in fase di approvazione della legge di Bilancio.

Anche la cassa integrazione in deroga, a parte alcune eccezioni andrà ad esaurirsi, lasciando scoperti da qualsiasi misura le micro imprese che non possono accedere ai trattamenti del fondo di integrazione salariale Inps o che risultano prive dei fondi di solidarietà bilaterali di comparto.

Infine, merita ricordare come da settembre 2017 scatterà il limite di utilizzo delle Cigs previsto dal Dlgs 148/2015: nei programmi per riorganizzazione e per crisi aziendale non saranno più autorizzabili sospensioni oltre il tetto dell’80% delle ore lavorabili nell’unità produttiva, nell’arco temporale del programma stesso.

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