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Dossier Una rete di associazioni per gli Stati generali del lavoro

    Dossier | N. 21 articoliFocus - Il nuovo lavoro

    Una rete di associazioni per gli Stati generali del lavoro

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    Gli operatori privati per il lavoro e la formazione “fanno rete” e costituiscono gli Stati generali del lavoro. Questa mattina Assolavoro insieme con Aiso, Asfor, Rete Lavoro e Assoformazione firmeranno un protocollo d'intesa per l'avvio di una collaborazione organizzativa destinata a dare vita a una federazione di scopo.
    La sottoscrizione avrà luogo a Roma, a Roma, nell'ambito del convegno «Verso gli Stati Generali del Lavoro. La rete dei privati per i lavoratori e le imprese», con la presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, del presidente di Anpal Maurizio Del Conte, del presidente dei Giovani di Confindustria Marco Gay e del presidente del Censis Giuseppe De Rita.

    Il protocollo sancirà la nascita dell'associazione Stati generali del lavoro che avrà tra le proprie finalità quelle di promuovere alle istituzioni e agli stakeholder politici ed economici gli interessi comuni delle parti, spingere per ottenere condizioni più favorevoli all'attività imprenditoriale e puntare al riconoscimento delle competenze delle figure professionali che operano per lo sviluppo e la realizzazione delle politiche attive del mercato del lavoro. Il nuovo soggetto associativo si sforzerà anche di arricchire i contributi scientifici riguardanti il settore, perché gli Stati generali si occuperanno anche di indagini congiunturali, iniziative formative e seminariali. Gli ambiti di collaborazione della federazione di scopo spazieranno da consolidamento ed estensione di soluzioni legislative e organizzative che intestino alla persona il diritto di scegliere i servizi previsti anche attraverso l'attribuzione di un voucher/bonus allo sviluppo di modelli di inserimento e reinserimento al lavoro che si avvalgano anche di una formazione professionale e manageriale quanto più possibile mirata alle esigenze del sistema produttivo, fino alla valorizzazione del sistema pubblico di rating sui risultati ottenuti dai diversi attori della filiera, basato su indicatori oggettivi di risultato, validi a livello europeo. Il tutto condividendo sia gli indicatori per una formazione efficace sia quelli per il miglior inserimento lavorativo. Cetti Galante, presidente di Aiso, parla del debutto di una «voce coordinata a espressione di tutte le società private coinvolte in materia di lavoro e aggiornamento delle competenze. Il dialogo con le istituzioni sarà più efficace e potrà coprire tutte le tematiche rilevanti per garantire alle persone continuità di carriera e alle imprese un capitale umano sempre adeguato alle sfide di business». Secondo Vladimir Nanut, presidente di Asfor, «considerato che il valore del capitale umano è la vera leva strategica per recuperare competitività e garantire un futuro al nostro Paese, risulta indispensabile saper integrare buona formazione ed efficaci servizi nel mercato del lavoro. Con il protocollo creiamo una “rete” aperta al confronto con le istituzioni e gli stakeholder per concorrere a definire politiche attive capaci di generare competenze manageriali-tecniche, occupazione e nuova imprenditorialità». Per Marco Gaione, presidente di ReteLavoro, «più si rafforza e si completa una rete e più aumenta e migliora il tasso di occupabilità delle persone. Essere uno dei propulsori del nuovo sistema di politiche attive è l'atto di responsabilità più importante che possiamo fare oggi nei confronti delle generazioni di domani. Ci vogliono molta intensità, determinazione ed organizzazione. Siamo insieme per questo». Fare rete, d'altra parte, è «l'unica strada – sottolinea il vice presidente di Assolavoro Giuseppe Garesio - per affrontare in maniera efficace le sfide che si presentano a cominciare dalle nuove politiche attive da mettere in campo». Nella consapevolezza che «la formazione finalizzata e la disponibilità di servizi efficaci per l'occupazione – sono parole di Agostino Di Maio, presidente di Assoformazione - sono una leva essenziale per il futuro del lavoro. Il protocollo è un atto di responsabilità che guarda in questa direzione».

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