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Dossier | N. 104 articoliReferendum costituzionale

Referendum, Berlusconi: «Se vince il no pronto a un tavolo con Renzi»

Se vincesse il no sarebbe «indispensabile sedersi al tavolo» con Matteo Renzi «per fare una nuova riforma e una nuova legge elettorale». Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso della registrazione di Matrix. La rottura del patto del Nazareno, ha sottolineato Berlusconi, è avvenuta alla fine sul nome del presidente della Repubblica, ma «questo non vuol dire che Mattarella non mi piaccia». Quello che mi preoccupa è che «Renzi lavora per sé, lavora non in modo condiviso».

Renzi cattivo e io buono? È vero
Dicono che Matteo Renzi sia «molto cattivo» e Silvio Berlusconi «troppo buono»? «Penso che tutte e due le affermazioni siano vere», ha detto l’ex premier. Ha detto di essersi pentito delle affermazioni fatte a 'Porta a porta' sulle possibili ritorsioni del governo se vince il no al referendum. «Gli industriali - ha aggiunto facendo riferimento alla posizione a favore del Sì dichiarata da Confindustria - per forza sono governativi, ma molti miei amici industriali sono per il “no”».

Con il “no” non cambia nulla
A chi gli chiedeva se con Mattarella avesse parlato di scenari post elettorali, ha risposto: «Abbiamo parlato della situazione italiana e se vince il no non cambia nulla, non succederà nulla e si apre la possibilità di una riforma della costituzione molto diversa e positiva».

Bisogna fare il proporzionale
«È indispensabile sedersi al tavolo per fare una nuova riforma e una nuova legge elettorale», ha detto Silvio Berlusconi. Questa riforma «trasformerebbe in peggio questo Paese. Bisogna togliere il ballottaggio, fare il proporzionale che porterà a un governo che rappresenta la maggioranza degli italiani». E ha precisato che la storia che ci sia un suo “ni” sul referendum è falso: «il mio è un no deciso e responsabile».

Renzi voleva un abito su misura
«Noi avevamo collaborato alla riforma della Costituzione e alla legge elettorale ma Renzi voleva solo un abito su misura. Gli eventi sopraggiunti hanno fatto sì che questo vestito si adatti meglio a Grillo e questo perché Renzi aveva su di sé il 56% di fiducia che ora è scesa al 26% oggi tutti i sondaggi danno il Pd tra il 28-32% per cui non è più possibile per il Pd vincere al ballottaggio. Se si votasse con questa legge elettorale ci troveremmo un uomo solo al comando che potrebbe essere il padrone dell’Italia e degli italiani, la deriva autoritaria è implicita in questo referendum legato alla legge elettorale».

Trump governerà bene
Poi la politica internazionale, a partire dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Penso che da suo modo di governare avremo buone sorprese», ha detto Berlusconi. Un uomo politico, ha aggiunto, «non si giudica per quello che dice in campagna elettorale ma quando assumerà la responsabilità della carica». I giornali e i politici americani «non ne hanno indovinata una, da Brexit a Trump. Il neo presidente è entrato nelle case degli americani per 14 anni con la sua trasmissione, è diventato un volto familiare, di casa».

Renzi doveva porre il veto sulle sanzioni alla Russia
Poi la Russia. Il veto sul bilancio Ue annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha detto il leader di Forza Italia, è «una minaccia infondata perché è approvato dal Parlamento europeo e si approva ogni sette anni. Il veto andava posto sulle sanzioni contro la Russia, che sono state un atto di masochismo contro i nostri imprenditori».

Il pericolo comunista non c’è più
Tornando alla politica italiana ha detto che «oggi il pericolo comunista non c’è più», sottolineando come ora ci sia un sistema tripolare, con Movimento 5 stelle, Pd e centrodestra unito. Chi fa più paura Occhetto o Grillo? «Occhetto era una tra le persone tra i comunisti più equilibrate», ha spiegato l’ex premier a 'Matrix'.

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