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Dossier | N. 35 articoliRugby internazionale / I match d’autunno

“Rugby per tutti”, Edison e Fir per una rivoluzione ovale che parte dal basso

Olycom
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L'arrivo di Conor O'Shea sulla panchina della Nazionale italiana di rugby è considerato da molti l'inizio di una “rivoluzione” per l'ovale azzurro. Uno dei primi atti di questo cambiamento è stata la vittoria contro il Sudafrica il 19 novembre scorso e, anche se il risultato positivo non è stato bissato con Tonga una settimana dopo, i semi sono stati piantati. Ogni rivoluzione che si rispetti deve sì avere una guida ma, come recitano in molti, deve partire dal basso. E nel rugby il basso è il movimento, la base. Allargare la base, far crescere il movimento sono elementi importanti, fattori indispensabili per dare un futuro non solo al rugby italiano ma anche alla stessa Nazionale. Una iniziativa che va in questa direzione è “Rugby per tutti”, sponsorizzata da Edison, da dieci anni al fianco della Federazione italiana rugby. Il progetto, patrocinato dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ha l'ambizione di portare la palla ovale nelle scuole e nelle università italiane, puntando ad ampliare appunto il movimento di base del rugby.

Il programma è articolato su più livelli: dalla formazione all'interno dei club, alle università, fino alle scuole primarie e secondarie. Il progetto prevede la formazione di mille nuovi tecnici Fir tra i tesserati delle associazioni sportive e di circa 2.000-2.500 studenti presso 30 facoltà di Scienze motorie. La frequenza dei corsi, a seconda degli atenei coinvolti, è obbligatoria o a scelta, con lezioni in aula e sul campo, per una durata complessiva di 36 ore e un esame finale che rilascia l'attestato di “educatore per lo sviluppo del rugby”. I tecnici federali, durante l'anno accademico 2016/2017, faranno avvicinare al mondo della palla ovale anche gli studenti di 400 istituti scolastici in tutta Italia. Al termine del periodo formativo, le squadre, composte da bambini e bambine tra gli 8 e i 13 anni, si sfideranno nelle competizioni regionali in programma tra aprile e maggio.

Con questa iniziativa si intende ampliare l'esperienza già maturata gli scorsi anni con il “Progetto scuola”, che vedeva sempre Edison al fianco della Fir e che ha portato l'insegnamento del rugby in 2.300 scuole italiane. “Le società sono in prima linea per la promozione e la divulgazione del nostro sport e dei valori unici che porta con sé e metterle sempre più nella condizione di attrarre, formare e fidelizzare i giovani praticanti e le loro famiglie è il cuore del nostro progetto”, ha spiegato Daniele Pacini, responsabile del rugby di base della Federazione italiana rugby, sottolineando che “insieme a Edison avremo la possibilità di formare un ampio numero di educatori che potranno contribuire a rafforzare la cultura dell'accoglienza nei singoli club e a rendere, auspichiamo, ancor più efficace la loro straordinaria opera di reclutamento, dentro e fuori dalle scuole”.

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