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Boccia: l’Italia può giocare ruolo chiave nel Mediterraneo

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Boccia: l’Italia può giocare ruolo chiave nel Mediterraneo

«Attuare una politica di cooperazione Euro-Mediterranea sarà un processo lungo e non semplice, ma e' fondamentale agire in nome di un comune interesse strategico di sicurezza e sviluppo». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, aprendo il terzo appuntamento del Forum Euro-Mediterraneo, dedicato all'energia, che vedra' 300 appuntamenti BtoB nel pomeriggio, con 470 partecipanti, 145 imprese italiane e 168 dei paesi del Mediterraneo e tre banche. «Confindustria vi e' vicina - ha detto Boccia - perche' la vostra stabilità e il benessere rappresentano un'opportunita' di crescita. Servono coraggio, passione e determinazione per una grande politica del Mediterraneo».

Interscambio può superare 68 miliardi nel 2018
«Bisogna sempre più costruire spiegazioni economiche per obiettivi politici» ha detto Boccia citando Jean Monnet, tra i fondatori dell'Unione europea. Il Mediterraneo, per il presidente di Confindustria, è l'occasione per «uno straordinario processo di integrazione sociale ed economica» e in questo senso «le recenti iniziative della Commissione europea vanno nella giusta direzione per lo sviluppo di queste aree».
Quella di oggi è la terza occasione (dopo Palermo nel 2006 e Roma nel 2010) organizzata da Confindustria in collaborazione con BusinessMed (che riunisce le confederazioni di imprenditori dell'area del Mediterraneo), i ministeri dello Sviluppo e degli Esteri e l'Ice. L'interscambio - ha ricordato Boccia nel suo intervento di apertura - è aumentato del 64% tra il 2001 ed il 2015; incide per l'8% sui nostri scambi con un valore di 66,5 miliardi nel 2015 che potrebbe superare i 68 nel 2018; la presenza italiana conta circa tremila imprese. «Siamo convinti - ha osservato Boccia - che le capacità straordinarie dei nostri imprenditori possano essere una risorsa di stabilizzazione e integrazione poiché
generano crescita, ricchezza, benessere».

Referendum: Boccia, strumentalizzazioni eccessive, no a speculazioni
«Mi sembra ci siano strumentalizzazioni internazionali eccessive, se dovesse vincere il no. Non vorrei che qualcuno stesse speculando a danno dell'Italia» ha poi aggiunto il presidente di Confindustria allontanando il rischio di conseguenze gravi sull'economia nell'eventualita' che vinca il No. «Non vedo alcun collegamento» ha commentato a proposito del rischio fallimento per alcune banche paventato dal Financial Times. «Forse qualcuno - ha detto Boccia - vuole speculare sul Paese e comprare i gioielli di famiglia a basso costo, e' un'altra questione e credo che si debba avere la lucidita' del capire».

Noi ha aggiunto «abbiamo sempre sottolineato l'importanza di stare sugli argomenti e sui contenuti», dice Boccia. «Riconfermiamo le nostre ragioni sui contenuti: riteniamo che il sì sia una buona occasione per rendere più moderno ed efficiente il nostro Paese».

Mediterraneo: Baban, imprenditori primi incubatori di stabilità
Nell'area del Mediterraneo «gli imprenditori sono i primi incubatori della stabilità» in quanto «non esiste stabilita' senza sviluppo economico» ha sottolineato Alberto Baban, vice presidente di Confindustria e di BusinessMed, nel suo intervento al Forum Euro-Mediterraneo. «Non e' piu' il rischio politico ma il terrorismo a frenare maggiormente le imprese», ha affermato Baban, «anche se non tocca agli imprenditori farsi carico dei compiti della politica, proprio lo sviluppo delle economie nazionali sarebbe la miglior risposta ad alcune esigenze comuni e trasversali della maggior parte dei paesi sudmediterranei». «Abbiamo la responsabilita' di essere interpreti del grande cambiamento», ha aggiunto Baban, riferendosi anche all'eccesso di iniziativa lasciato dai paesi europei alla Cina nell'area Emea.

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