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Commercialisti mobilitati contro le «finte semplificazioni»

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Commercialisti mobilitati contro le «finte semplificazioni»

«Abbiamo ricevuto carezze con le semplificazioni, ma le modifiche sullo spesometro sono un pugno in faccia». Il presidente del Consiglio nazionale dottori commercialisti e degli esperti contabili, Gerardo Longobardi, usa metafore pesanti per raccontare lo stato d’animo della categoria. «Non siamo stati ascoltati - aggiunge - e non abbiamo potuto contribuire all’elaborazione delle nuove misure sullo spesometro, che sono complicazioni, non semplificazioni».

I commercialisti protestano contro il numero sempre crescente di adempimenti che sono - si legge in una lettera in cui annunciano una manifestazione per il 14 dicembre pubblicata oggi su tre giornali, a partire dal Sole 24Ore - sempre più complessi, costosi e del tutto sproporzionati rispetto alle utilità che dagli stessi il legislatore pensa di ottenere. «Il problema - spiega Longobardi - non è solo dei professionisti ma anche delle imprese: non è l’Europa che ci chiede questo».

L’oggetto della protesta è lo spesometro trimestrale, «un adempimento del tutto inedito nei Paesi a economia avanzata e, per giunta, contrario alle raccomandazioni del Fondo monetario internazionale e dell’Ocse».

I commercialisti hanno preso parte ai tavoli sulle semplificazioni in arrivo, che sono quindi il frutto di un lavoro condiviso con il ministero dell’Economia e con le Entrate. Proprio nell’ottica di questa collaborazione, «ci aspettavamo - spiega Longobardi - di poter dire la nostra anche sullo spesometro: nessuno meglio di noi può valutare l’efficacia o l’inefficacia di un provvedimento come questo».

Alla voce delusa di Longobardi di aggiunge anche quella di Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale commercialisti: «La manifestazione di Roma del prossimo 14 dicembre - spiega - sarà il momento per far vedere che i commercialisti sono stanchi di essere i destinatari di continui nuovi adempimenti telematici che con la lotta all’evasione hanno davvero poco a che fare». Le associazioni sindacali avevano portato al tavolo di concertazione con il ministero dell’Economia oltre 60 proposte di semplificazione e di razionalizzazione delle scadenze, ma secondo l’Associazione commercialisti «nell’ultimo decreto fiscale collegato alla legge di stabilità invece di semplificazioni ci sono nuovi adempimenti telematici con scadenza del tutto inappropriate». Il 14 dicembre, sottolinea Cuchel,sarà proclamato il primo sciopero «storico della nostra categoria per evidenziare appieno il disagio che i colleghi stanno ormai patendo da anni».

E di semplificazioni fiscali ha parlato ieri anche Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il Forum lavoro promosso dai consulenti del lavoro: «È un cantiere sempre aperto, che talvolta ha subito stop and go. Sulle comunicazioni Iva sono state ridotte le sanzioni, durante il passaggio parlamentare. Alcune asimmetrie nel rapporto tra fisco e contribuente sono state eliminate, per esempio con l’integrativa a favore e la possibilità di far valere il credito in compensazione. Un’altra possibilità è la riduzione di due anni dei termini di accertamento per chi aderisce alla fatturazione elettronica».

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