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Referendum, Prodi si schiera: ho dovere di rendere pubblico il mio…

a 5 giorni dal voto

Referendum, Prodi si schiera: ho dovere di rendere pubblico il mio Sì. Renzi: grazie

A cinque giorni dal voto accelera la campagna elettorale. A sorpresa si schiera anche Romano Prodi, annunciando che voterà Si. E Renzi lo ringrazia perché «riconosce le esigenze del Paese».  «Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie - scrive il fondatore dell’Ulivo e ex Presidente della Commissione Ue in una nota - tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale» ha dichiarato Prodi parlando di «un sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa». Una presa di posizione assunta dopo essere stato «lontano dal prendere posizione in un dibattito che - ha spiegato l’ex presidente del Consiglio - ha fin dall’inizio abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo» .

Renzi: grazie a Prodi
Da Ancona, nel corso di un comizio a sostegno del Si, il premier ha ringraziato Prodi e spiegato: «tutti erano per il superamento del bicameralismo, se qualcuno ha cambiato idea è perchè non è coerente a sè stesso. Fatemi dire da qui grazie a Prodi che voterà sì pur non condividendo tutto ma riconoscendo che c'è un esigenza per paese». Rivolgendosi poi agli elettori di Forza Italia rilancia: «agli elettori di Forza Italia e del centrodestra dico che questa riforma semplifica anche la loro vita. Poi alle politiche possono votare contro di me, ma questa riforma non è né di destra né di sinistra, è giusta».

Renzi: no governo tecnico ma se italiani non vogliono riforme...
Il premier poi ha aggiunto: «Io preferirei non ci fosse da lunedì mattina un governo tecnico, ma se gli italiani non vogliono le riforme bisogna prendere atto di questo. Io non son come gli altri, aggrappato alla poltrona. Sto in politica se posso cambiare il Paese».

Delrio: no rischi per le banche, da Ft interferenze
In caso di vittoria del 'No' al referendum «nessun catastrofismo». Anche se «evidentemente avremo un periodo di relativa instabilità». Così in mattinata il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ospite di 24Mattino (Radio 24) ha gettato acqua sul fuoco, escludendo rischi per le banche come ventilato dal Financial Times. «Non bisogna drammatizzare. Queste sono interferenze, è agitare drappi rossi in maniera non fondata» ha aggiunto Delrio.

Il riferimento è all’articolo nel quale il quotidiano della City ha messo in guardia sul rischio fallimento di otto banche italiane ora in difficoltà (Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige, più le quattro piccole banche “salvate” l’anno scorso: Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara) in caso di prevalenza del No, perché il clima di incertezza sui mercati allontanerà eventuali investitori per ricapitalizzare gli istituti in cattive acque. Il ministro ha poi invitato gli elettori a «votare per la Costituzione e non sulla simpatia di Renzi o di Delrio. Io sono dell’idea - ha proseguito - che ora parliamo del merito della riforma, al dopo ci pensa il Presidente della Repubblica. Se vince il Sì - ha concluso - il governo può andare avanti più forte, se vince il No vuol dire che non siamo riusciti a convincere gli italiani e dobbiamo prenderne atto».

Alfano a Renzi: gli sconsiglio dimissioni
Sul tema referendum e delle sue conseguenza politiche è intervenuto anche il ministro dell’Interno e leader Ncd Angelino Alfano. «A Renzi sconsiglio di dimettersi, in caso di vittoria del “No”. Se lo dovesse fare, darà le sue motivazioni e noi, che siamo una forza politica autonoma, valuteremo come comportarsi. Nessuno può impedirglielo e nessuno è disponibile a galleggiare» ha affermato Alfano a Radio 24. «Quanto alla personalizzazione -ha aggiunto il leader del Ncd - è vero che Renzi ha sbagliato. Ma lui ha personalizzato un solo giorno, i suoi avversari per tutti e 50 giorni della campagna referendaria»

«Certamente - ha concluso Alfano - escludo la possibilità di brogli» al prossimo referendum del 4 dicembre. Il titolare del Viminale ha aggiunto: «Assicureremo la regolarità e la serenità del voto» anche dal punto di vista dell'ordine pubblico. «Abbiamo una grande tradizione democratica», ha concluso.

Salvini: Renzi farà saltare tavolo comunque
Tra le fila dell’opposizione è tornato a ribadire le ragioni del No il leader della Lega Matteo Salvini. «Secondo me Renzi fa saltare il tavolo comunque, sia che vinca il Si sia che vinca il No, con buona pace del Financial Times e dei mercati» ha affermato nel corso del Forum Ansa. Quanto agli scenari del dopo referendum con una vittoria del No, le dimissioni di Renzi e la possibilità di un governo tecnico, Salvini ha lanciato un monito al leader di Forza Italia: «Se Berlusconi desse vita ad altri inciuci le nostre strade si allontanerebbero, io voterei subito». Per il segretario della Lega , nel futuro «il modello è quello del buon governo del Veneto o della Lombardia». Con una scelta della leadership «tramite primarie e quindi nessuna imposizione calata dall’alto».

Boldrini: dal 5 dicembre necessaria ricucitura
Un appello a suturare le ferite della battaglia referendaria è arrivato dalla presidente della Camera Laura Boldrini, per la quale dopo il referendum, «la ricucitura sarà necessaria». «Il 5 dicembre - ha aggiunto - dovremo continuare a lavorare per portare avanti il Paese. Dobbiamo superare le divisioni di una
campagna elettorale dai toni quasi insopportabili. Mi auguro che
si abbia la forza di andare avanti».

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