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Dossier | N. 104 articoliReferendum costituzionale

Referendum, Renzi: «Chi vuole bloccare la casta domenica ha la matita in mano»

Il premier Matteo Renzi
Il premier Matteo Renzi

«Voglio che sia chiaro, chi vuole bloccare la casta ha in mano una matita domenica. Se poi gli italiani dicono no, preparo i pop corn per vedere cosa succede dopo». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Repubblica Tv. «Se vincesse il sì uno potrebbe fare al massimo un altro giro», ha detto il presidente del Consiglio . «La gittata della riforma è più ampia, va oltre il singolo governo - ha aggiunto - arriverà qualcun altro e potrà governare senza il bicameralismo paritario».

Sbagliato personalizzare
«Se l’obiettivo è di discutere nel merito del referendum, e tutti mi hanno detto che ho sbagliato a personalizzare - ha detto Renzi- l’errore più grande che posso fare è mettermi qui a discutere del mio futuro. Domenica non si vota su Matteo Renzi. Che ci siano delle conseguenze è un altro film», perché «che un voto così importante abbia delle conseguenze anche sul governo è evidente. Ma nonostante la mia nota autostima, io non ho particolari preoccupazioni nel riconoscere che io valgo molto meno del referendum. L’esperienza di un governo è meno importante delle riforme».

Governo tecnico fa tirar fuori gli amuleti
«Preferisco le considerazioni di Wall Street Journal che fa una critica nel merito» dicendo che altre riforme sarebbero state più urgenti di quella costituzionale, «all’Economist che dice che si deve votare No così arriva un governo tecnocratico. Credo che chi sente governo tecnocratico o tecnico, tiri fuori i suoi amuleti», ha detto Renzi. «È ovvio che Schauble e Steinmeier sono a favore delle riforme. E credo che preferiscano avere a che fare con un governo politico, piuttosto che con uno tecnico. Soltanto l'Economist preferisce un governo tecnico. Tutti i governi in Europa hanno sempre detto che l'Italia deve fare le riforme».

Sull’immigrazione bisogna voltare pagina
«Sull’immigrazione bisogna voltar pagina comunque perchè questo sistema non funziona e chiederò a Parlamento di essere autorizzato a mettere il veto sul bilancio Ue». L’Italia, ha ricordato il premier, «mette 20 miliardi l’anno e ne prende indietro 12. Otto miliardi di differenze vanno a Ungheria e Romania, perchè non devono collaborare sulle questioni dell'immigrazione? O ci danno una mano o noi non diamo i soldi».

Dopo il referendum, affrontiamo la questione bancaria
«La questione bancaria sarà affrontata dopo il referendum: l'Italia è un Paese solido, affronteremo tutto quello che c’è da affrontare», ha detto il presidente del Consiglio a proposito dei rischi per otto banche in caso di vittoria del No al referendum paventati dal Financial Times.

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