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Pavia, raffineria Eni in fiamme. Il Comune: restate in casa

Sannazzaro de' Burgondi

Pavia, raffineria Eni in fiamme. Il Comune: restate in casa

È divampato un incendio intorno alle 16 all'interno della raffineria Eni di Sannazzaro de' Burgondi in provincia di Pavia, una delle più grandi d'Italia. Sul posto sono intervenuti tempestivamente diversi mezzi dei vigili del fuoco da tutta la provincia per domare l'incendio, così come i tecnici dell'Arpa e dell'Ats (ex Asl). La zona è lontana da centri abitati, ma ci sono diverse aziende agricole. Dalla raffineria si è innalzata una colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza. Il traffico nella zona è stato bloccato: al momento non risulta la chiusura dell’autostrada A7 Milano-Genova, che si trova a circa 4 chilometri dalla raffineria. Secondo alcune fonti, le fiamme sarebbero divampate nell'ala Est dell'impianto a causa di un'esplosione.

Il Comune di Sannazzaro ha pubblicato su Facebook un comunicato: «Alle ore 15.40 si è verificato un incidente presso lo stabilimento ENI Raffineria di Sannazzaro de' Burgondi ed è stato attivato il Piano di Emergenza Interno. Per il momento non sussistono pericoli per la popolazione residente. Le forze di intervento sono all'opera per mantenere la situazione sotto controllo.

Rimanete chiusi dentro le vostre abitazioni o cercate riparo nel locale chiuso più vicino. Prestate attenzione ai messaggi trasmessi al fine dell'aggiornamento della situazione. Non ci sono persone ferite. Sono stati allertati Protezione Civile, ARPA, ATS e sono già intervenuti i Vigili del Fuoco di Pavia».

La ricostruzione dell’accaduto
La raffineria dell’Eni è situata nel territorio di Ferrera Erbognone, la più lontana dal centro abitato. L'allarme che è scattato è di tipo 2, previsto per le emergenze solo interne. “In ogni caso - dice l'assessore alla protezione civile Roberto Fuggini, subito accorso sul posto -per precauzione abbiamo chiuso le strade adiacenti alla raffineria e avvertito la popolazione con sms, annunci sul sito
e sulla pagina Facebook e megafoni, invitando tutti a restare in casa. È uno dei più grossi incidenti che si siano mai verificati in questo impianto”. Inizialmente la colonna di fumo nero si era diretta verso Pieve del Cairo, poi però i venti l'hanno portata in quota. I danni sono ingentissimi.

Anche il personale sanitario del 118 è arrivato a Sannazzaro. Gli operatori sono “sul posto per eventuali ricadute sanitarie delle persone che abitano vicino alla raffineria e che possono eventualmente aver inalato fumi”, ha fatto sapere l’Areu, l’Agenzia regionale per le emergenze.

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti è in contatto diretto con il Prefetto di Pavia Erminia Rosa Cesari per essere informato sulle conseguenze dell'incendio. Il ministro ha anche telefonato al sindaco della cittadina, Roberto Zucca.

Si monitora la qualità dell’aria
La Prefettura di Pavia ha comunicato che la nube «non provocherebbe
ricedute sul terreno». In una nota diffusa in serata, la Prefettura precisa: «L'Eni
ha attivato prontamente il piano di emergenza interna di sicurezza, adottando tutte le misure previste. Parrebbe che l'incendio, sviluppatosi nell'area est abbia interessato un prodotto finito la cui nube non provocherebbe ricadute sul terreno».

In un comunicato Eni ha specificato che non si è verificata alcuna esplosione e che l'incendio è stato significativamente ridotto e posto definitivamente sotto controllo grazie al tempestivo intervento delle squadre di emergenza Eni e dei vigili del Fuoco del corpo nazionale. Eni ha confermato che non si sono registrati danni alle persone presso l'impianto. Ora sarebbero attivi - continua la società - i sensori per il monitoraggio della qualità dell'aria e i relativi dati saranno quanto prima trasmessi alle autorità competenti. «Eni, aggiunge la nota, ha immediatamente provveduto alla fermata dell'impianto Est e al suo completo isolamento dal resto della raffineria. Le cause dell'incendio sono in corso di accertamento ed Eni si riserva di trasmettere ulteriori informazioni quando disponibili».

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