Italia

Dossier Berlusconi: «Se vince il Sì Renzi diventa padrone…

Dossier | N. 100 articoliReferendum costituzionale

Berlusconi: «Se vince il Sì Renzi diventa padrone dell’Italia»

«Questo referendum è pericoloso per la democrazia, se vince il sì Renzi diventa il padrone partito, del Senato della Camera insomma dell'Italia. Il rischio che siamo fuori dalla democrazia». Non usa giri di parole il leader del centrodestra Silvio Berlusconi, che apre con una intervista ad Agorà su Raitre l'ultima giornata di campagna elettorale in vista del referendum sul ddl Boschi-Renzi di domenica.

«Se vince il No tutti ad un tavolo per cambiare la Costituzione»
Si parla del dopo voto e dei possibili scenari, e l'ex premier conferma l'ambizione per un ruolo di primo piano, sempre che il No prevalga. In questo caso, spiega, «tutte le forze politiche, tutte le persone responsabili» dovranno sedersi intorno ad un tavolo per una nuova legge elettorale e poi per «riscrivere una nuova riforma della Costituzione che comprenda l'elezione diretta del presidente della Repubblica, più che il dimezzamento dei deputati, l'introduzione del vincolo di mandato». Quanto a Renzi, che ha già preannunciato la sua indisponibilità a partecipare, «dà segnali di non essere rispettabile». Al tavolo, conferma l'ex Cavaliere, «mi siederò ovviamente anche con Grillo, ma non credo che sarà lui a rappresentare il Movimento 5 Stelle. Insomma con tutte le forze del Paese ma non sarà un Nazareno 2».

Da Renzi a Grillo, gli ultimi appelli al voto

Salvini leader? «È rude, molti moderati non lo seguirebbero»
Nello schieramento del centrodestra, a prenscindere dall’andamento del voto referendario, rimane aperta la questione della leadership. Renzi, spiega Berlusconi, « è l'unico leader della sinistra», mentre il centrodestra «non ha un leader affermato. C'ero io ma mi hanno espulso dalla politica calpestando le regole e sto aspettando da Strasburgo una sentenza che certamente mi ridarà il mio onore. Vediamo se si affaccerà un leader anche nel centrodestra, io lo spero molto». Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, che non nasconde la sua aspirazione a guidare lo schieramento del centrodestra, «è alla guida di un partito che ha una percentuale importante, rappresenta i timori della gente», ma ha un difetto: «Ha questo modo di essere rude se fosse la guida del centrodestra molti moderati non lo seguirebbero».

© Riproduzione riservata