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Dossier | N. 104 articoliReferendum costituzionale

Referendum, Renzi: «Elezioni anche se vince il Sì? Fantapolitica»

«Elezioni anche se vince il Sì? Risposta negativa». Il premier apre così, parlando a radio Rtl102.5, l'ultima giornata del tour de force che lo vedranno in giornata anche a Palermo e Reggio Calabria per comizi e incontri prima dello stop per silenzio elettorale in vista del referendum di sabato. Il tema sono le possibili elezioni anticipate anche in caso di vittoria del Sì al referendum costituzionale, ipotesi che Renzi liquida come «retroscena fantapolitici» da non prendere in considerazione: «Quando si va alle elezioni - precisa - non lo decide il presidente del Consiglio, lo decidono il Presidente della Repubblica e il Parlamento».

Da Renzi a Grillo, gli ultimi appelli al voto

#MatteoRisponde: tra 48 ore urne aperte, cruciale garnde affluenza
A seguire, il premier dedica al referendum il consueto appuntamento della diretta socia #MatteoRisponde. «Tra 48 ore - incalza il premier rivolgendosi agli indecisi - i seggi saranno aperti, 50 milioni di cittadini andranno a votare ad un referendum fondamentale non per il governo, non per un partito ma per il Paese. L'importante è che ci sia una grande affluenza di persone». «Tutto il mondo ci guarda perché tutti sono consapevoli che il referendum può cambiare il ruolo dell'Italia a livello internazionale, io ne sono convinto», aggiunge il premier che invita gli italiani a non avere paura del fututo. Chi oggi guida lo schieramento de No, aggiunge, vuole «convincervi che ci sono balle dentro questa riforma, vogliono la si bocci perché una parte significativa dei loro privilegi la perderanno, via. Non lasciatevi convincere dalla propaganda, votate col cervello». Il premier, come sempre ottimista sul futuro, esclude “legnate”: «La sua soddisfazione di darmi una legnata - replica a qualcuno che lo provoca via Facebook - è così grande che sega il ramo dove è seduto».

Scheda Senato: «Io ai giudici risponderei, M5s chiedono l’immunità»
Parlando in radio della polemica innescata dal M5S per la vicenda del fac simile della scheda di voto per il Senato mostrata dal premier in tv Renzi ricorda che in caso di denuncia sarebbe pronto a rispondere ai magistrati. I grillini invece, ironizza con un occhio alle inchieste che li vedono indagati per le presunte firme false per il voto amministrativo, «quando vengono denunciati loro o chiedono l'immunità o si avvalgono della facoltà di non rispondere...». E conclude: «Curiosa sorte per chi voleva cambiare la politica..».

«Italicum legge buona ma la cambieremo»
Inevitabile anche un passaggio sulla legge elettorale, meglio nota come Italicum, e all’ipotesi di un sua riforma condivisa e allargata all’opposizione, come chiede il centrodestra. «Per aggiungere un posto al tavolo ci vuole Johnny Dorelli», replica il premier alla domanda se sia ipotizzabile dopo il 4 dicembre la convergenza su una larga coalizione per riformare l'Italicum. Renzi conferma comunque l’intenzione di modificare la legge elettorale, «buona, ma da cambiare perchè lo vogliono tutti».In un altro passaggio dell'intervista, Renzi accomuna Berlusconi agli altri «leader del passato». E a D'Alema che dice che dovrà difendere Renzi come fece con Craxi se perde, il premier replica: «Le monetine a Craxi sono state una brutta pagina... Ho molto rispetto per tutti i leader del passato come D'Alema, non faccio polemica se no facciamo il gioco di chi non vuole parlare del quesito elettorale. Lasciamo le polemiche a D'Alema, Berlusconi, Monti, De Mita, Pomicino....».

A Palermo roccaforte degli indecisi attacchi a Salvini e al M5S
A Palermo, secondo i sondaggi roccaforte degli indecisi dove arriva in mattinata, il presidente del Consiglio attacca il leader della Lega Matteo Salvini dandogli del «fannullone». Ieri infatti, denuncia dalla platea del teatro Politeama il Parlamento europeo «ha votato sul terremoto, su di noi, e lui non c'era». Il premier passa poi a criticare il M5S, che ieri ha rilanciato la dichiarazione dell'attuale presidente del Cnel, Napoleone, preoccupato per la chiusura del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro in caso di vittoria del Sì. «Si sa che sono affezionati alle cose false, non solo qui a Palermo», attacca Renzi alludendo allo scandalo delle firme false: «È bello vederli sfilare tutti e sentirli dire che si avvalgono della facoltà di non rispondere. La vera trasparenza siamo noi».

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