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Le «consegne» di Renzi al successore

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Le «consegne» di Renzi al successore

(Ansa)
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Le nuove regole sul mercato del lavoro, la previdenza, Industria 4.0, le misure di finanza pubblica e la giustizia. In una lettera di oltre 20 pagine il presidente uscente, Matteo Renzi, ieri ha consegnato al premier incaricato, Paolo Gentiloni, il punto sulle principali azioni di Governo sviluppate in questi mille giorni, le scadenze imminenti e le priorità sui principali dossier rimasti aperti.

Il mercato del lavoro
Renzi ricorda che uno dei primi provvedimenti adottati è stato il Jobs act. «Gli 8 decreti legislativi previsti dalla legge n. 183 del 2014 sono stati tutti adottati nei tempi previsti» scrive Renzi segnalando il pezzo mancante del lavoro autonomo non imprenditoriale e le misure «volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (collegato alla legge di stabilità 2016)». Si tratta di provvedimenti, secondo il segretario del Pd, da approvare in via definitiva.

Le politiche sociali
Non si parla dei famosi “bonus da 80 euro” euro nella missiva ma di politiche per il contrasto della povertà. Prima si ricorda la delega chiesta al Parlamento per un complessivo riordino di una materia che coinvolge tutti i livelli di governo e che «necessita di essere ripensata a fondo, ridisegnando la rete e i servizi di protezione sociale», poi dopo aver citato la riforma del Terzo settore, si segnala come «punto di approdo» l’adozione di Codice del Terzo Settore.

Le misure per la famiglia e previdenza
Altro capitolo sociale ricordato è quello con le misure per la famiglia (il bonus previsto dalla legge di stabilità 2015, di importo annuo di 960 euro, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017; il premio alla nascita, o all'adozione di minore, pari ad 800 euro, introdotto dall'ultima legge di bilancio) e il pacchetto previdenza, con le nuove flessibilità in uscita e gli aiuti ai pensionati con più basso reddito.

Finanza pubblica, politiche fiscali e finanza locale
È il passaggio in cui si affronta di petto la questione del superamento dei vincoli europei in un’ottica di politiche per lo sviluppo: «I risultati ottenuti - si legge - in termini di applicazione flessibile del Patto di stabilità e crescita sono sotto gli occhi di tutti e hanno consentito di attuare un piano di riduzione delle imposte in favore di famiglie e imprese che non ha precedenti negli ultimi lustri». È, questa, una battaglia essenziale - scrive Renzi - non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa. Sul fronte della finanza locale si ammette invece che «gli sforzi fiscali richiesti alle amministrazioni locali, e alle Province e Città metropolitane in particolare, devono essere ora inquadrati in un nuovo assetto della finanza locale che tenga conto, anche, dell’esito del referendum costituzionale».

Sviluppo economico, sostegno alle imprese e rilancio degli investimenti
«L’Italia ha ereditato - sottolinea Renzi - un pesante fardello di problemi strutturali, denunciati da tempo e largamente noti». Per quanto riguarda gli interventi più mirati a sostegno della filiera produttiva, l’ex premier cita tra gli altri l'eliminazione dalla componente lavoro dell'Irap, la riduzione dell'Ires al 24%, l'introduzione dell'Iri e del regime forfettario per le partite Iva, il rafforzamento del credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo, il super e l'iper ammortamento per gli investimenti in beni strumentali, cuore del piano Industria 4.0, il potenziamento del Fondo di garanzia per le Pmi, rafforzamento e la proroga al 2018 della Nuova Sabatini. Sul Mezzogiorno - scrive Renzi - si segnala il lavoro effettuato sul Masterplan. «Intensa è stata anche l’attività del Cipe, che ha attivato finanziamenti nel 2014-2016 pari complessivamente a 76,5 miliardi di euro». Quanto alle crisi industriali, «nel complesso sono state risolte 157 crisi, salvaguardando circa 25 mila posti di lavoro».

Giustizia e diritti civili
In materia penale - scrive ancora Renzi - «sono stati rafforzati i presidi per la lotta al terrorismo e il contrasto alla corruzione, quest'ultimo obiettivo perseguito anche aumentando le pene di taluni reati, ripristinando il falso in bilancio, introducendo il reato di auto-riciclaggio e istituendo l’Anac». Sul piano della giustizia civile, si ricordano tra l’altro l'informatizzazione,l’introduzione della disciplina delle Unioni civili e del divorzio breve.

Istruzione e formazione
Punto forte del capitolo, secondo il governo uscente, è la legge sulla “Buona scuola” accompagnata dall’assunzione di circa 120mila docenti. Senza trascurare una citazione della Card da 500 euro «per l'aggiornamento e la formazione».

La riforma della Pa
La riforma Madia è ricordata come uno dei dossier strategici dei mille giorni. Si sottolinea l’importanza delle diverse deleghe realizzate in materia di semplificazioni, fino ad arrivare alla sentenza della Consulta che ha fatto decadere la riforma della dirigenza pubblica e dei servizi pubblici locali e che «potrebbe provocare l'insorgere di contenziosi in ordine ad alcuni decreti attuativi in materia di partecipazioni societarie pubbliche, di licenziamento disciplinare e di dirigenza sanitaria».

Lavori pubblici e infrastrutture
L’Anac per il contrasto alla corruzione è un altro degli elementi strategici secondo il governo. Nel dicembre 2016 - si ricorda poi - il Cipe ha approvato il Piano Operativo da 11,5 miliardi di opere pubbliche, mentre è in corso di implementazione la doppia strategia per banda ultralarga e crescita digitale. Dal punto di vista regolatorio, spicca come novità la riforma del Codice degli appalti. Per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie è necessario - si rileva - «un ammontare di risorse pari a circa 2,1 miliardi di euro, di cui 500 milioni già stati stanziati con la legge di stabilità dello scorso anno».

La tutela della salute
Tra i diversi interventi ricordati c’è l’aggiornamento dei Lea - per la realizzazione del quale il Governo ha stanziato 800 milioni di euro - il cui Dpcm attuativo è stato recentemente inviato alle Camere per l'espressione del prescritto parere entro il prossimo 15 dicembre; la riorganizzazione e l'ammodernamento degli ospedali e della medicina generale; la riorganizzazione del personale e lo sblocco del turn over, con la previsione di specifiche assunzioni di medici e personale infermieristico disposta dalla recente legge di bilancio.

Cultura e ambiente
Nel passaggio di consegne, sul tema della cultura, figurano il potenziamento del tax credit per il cinema, la Carta cultura giovani, l'Art bonus, la semplificazione delle procedure per il Grande Progetto Pompei, il Fondo per la tutela del patrimonio culturale di 100 milioni annui. Sull'ambiente e il territorio, si pone invece l'accento sul doppio piano “Italia Sicura” e “Casa Italia”: per la prevenzione e la gestione dei grandi rischi. Per l'attuazione del piano Casa Italia, si rileva in particolare, «è stata costituita presso la Presidenza del Consiglio una apposita struttura di missione, che il Dpcm istitutivo prevede che possa in seguito trasformarsi in un Dipartimento».

Politiche agricole
Le scelte del Governo in questo campo - dice Renzi - hanno puntato sulla leva fiscale: cancellazione di Imu, Irap e Irpef), semplificazione amministrativa e spinta al ricambio generazionale (ad esempio la decontribuzione per 3 anni per nuove imprese under 40). Nel resoconto figurano poi l'approvazione di leggi come quelle contro lo spreco alimentare e quella contro il “caporalato”.

Immigrazione
È uno dei passaggi più delicati della lettera. Si ricordano gli sforzi sostenuti dall’Italia in questi anni di fronte al crescente flusso di migranti. «Si tratta di un'emergenza, dai risvolti umanitari prima ancora che finanziari e organizzativi, che impegna trasversalmente diversi apparati dello Stato e degli enti territoriali e sulla quale il Governo si è attivato con forza in Europa invocando un'assunzione di responsabilità collettiva» è la sintesi proposta da Renzi che poi arriva agli impegni presi nelle ultime settimane: «In una strategia che fa premio sulla necessità di prevenire i flussi laddove essi hanno origine, uno delle più recenti misure adottate dal Governo con la legge di bilancio 2017 è stata la costituzione di un fondo, con una dotazione di 200 milioni di euro per il 2017, finalizzato all’adozione di interventi straordinari di dialogo con i Paesi africani d'importanza prioritaria per le rotte migratorie».

Politica estera
È il passaggio di testimone più diretto per il nuovo premier incaricato, che arriva a palazzo Chigi dopo 24 mesi alla guida della Farnesina. «Il nostro Governo - scrive Renzi a Gentiloni - ha sicuramente prestato particolare attenzione al tema della cooperazione internazionale, dando piena attuazione alla legge 125 del 2014 che ha riformato integralmente il precedente assetto istituzionale della cooperazione allo sviluppo e adeguato la normativa italiana ai nuovi principi ed orientamenti emersi nella Comunità internazionale sulle grandi problematiche dell’aiuto allo sviluppo negli ultimi venti anni».

Per l’attuazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo sulla base dei criteri di efficacia, economicità, unitarietà e trasparenza - si ricorda poi - è stata istituita l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, sottoposta al potere di indirizzo e vigilanza del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. «Nell’ultima legge di bilancio, oltre alle risorse previste per poter assicurare il sostegno a progetti di cooperazione internazionale, è stato stabilito anche il progressivo completamento della pianta organica della Agenzia mediante la possibilità di procedere all’assunzione di nuovo personale». Non manca un riferimento diretto agli appuntamenti dell’agenda 2017: «Ci aspettano impegni importanti» scrive Renzi, a cominciare da quelli che ospiteremo nel nostro Paese, dalle celebrazioni il 25 marzo per la firma dei Trattati di Roma del 1957 alla presidenza italiana del G7 a Taormina del 26 e 27 maggio.«Ricordo, altresì che l'Italia, nel corso del 2017, dopo anni, occuperà nuovamente il seggio non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e collaborerà con i Paesi Bassi per l’anno successivo». Altra indicazione al nuovo premier riguarda il caso Regeni: «Ti segnalo - scrive Renzi - la necessità di proseguire l'inteso lavoro avviato con il supporto della Procura di Roma per ottenere la verità sul caso di Giulio Regeni. Il recente riconoscimento da parte delle autorità de Il Cairo che Giulio Regeni era testimone di pace e il loro impegno a proseguir le indagini rappresentano un importante passo avanti. Tuttavia, non possiamo fermarci sin tanto che non si farà definitivamente chiarezza e verranno accertate le responsabilità. Lo dobbiamo al nostro Paese, ma soprattutto a Giulio e alla sua famiglia che ho personalmente incontrato».

Attuazione del programma di Governo e procedure di infrazione Ue
La parte finale della lunga missiva serve per tirare le somme delle «cose fatte» con gli strumenti attivati dal Dipartimento per l’attuazione del programma di Governo che è stato nelle mani di Maria Elena Boschi. «Un fattore rilevante per assicurare concretezza ed efficacia alle misure varate dal Governo è rappresentato dal coordinato collegamento tra i processi legislativi di riforma e quelli a carattere amministrativo, necessari per la loro attuazione» scrive l’ex presidente del Consiglio.

In tale ottica, «sin dal nostro insediamento, abbiamo svolto non soltanto una costante attività di monitoraggio ma anche di impulso e di coordinamento tra le diverse amministrazioni al fine di migliorare la performance relativa allo stato di attuazione normativo».

I risultati dell’attuazione delle politiche partono dall’eredità dei governi Monti e Letta: un arretrato che ammontava, nel febbraio del 2014, a 889 decreti attuativi. «Di questi, oggi ne restano 156, molti dei quali non più attuali» si legge nella lettera.

Tutte le strutture ministeriali e la Presidenza del Consiglio, si prosegue, «si sono al contempo impegnate in un grande sforzo operativo che ha portato al progressivo incremento del tasso medio di attuazione delle disposizioni legislative, oggi attestato al 78,1%». Il tasso di auto-applicatività delle disposizioni legislative, ossia la percentuale di quelle che non necessitano di una successiva attività di normazione secondaria rispetto al totale «è andato via via incrementandosi, passando dal 39% del 2014 all’attuale 62%, e contemporaneamente il numero medio di provvedimenti attuativi per ciascuna disposizione è sceso dall'11,1% del 2014 al 3,7% di oggi».

Ora c’è da garantire l’attuazione della legge di Bilancio 2017 che, annota l’ex premier, «ha comportato un fisiologico aumento dei decreti che dovranno essere adottati per poter dare compiuta attuazione alla legge medesima dopo la sua entrata in vigore». Sempre nell’ambito di una corretta e responsabile azione di Governo, qui il riferimento è all’azione del dicastero guidato da Sandro Gozi, «abbiamo fin dal principio iniziato una attività di proficua collaborazione con le istituzioni europee, volta a risolvere positivamente le procedure di infrazioni aperte nei confronti del nostro Paese».

I risultati sono evidenziati: «Negli anni del nostro Governo abbiamo raggiunto uno straordinario risultato di riduzione delle procedure di infrazione Ue. Il nostro esecutivo, che ha ereditato 119 infrazioni a carico dell’Italia, ha intrapreso un percorso improntato al lavoro di squadra e al coordinamento interministeriale che ha permesso di ottenere una riduzione delle infrazioni fino all'attuale quota di 70 che fa dell'Italia lo Stato membro con le migliori performance nel 2016».

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