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Dalla leggerezza alla consistenza: le lezioni di Italo Calvino per…

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Dalla leggerezza alla consistenza: le lezioni di Italo Calvino per l'imprenditore 4.0

«Esattezza, leggerezza, rapidità, molteplicità, visibilità e consistenza». Le sei parole totem da portare con sé nel nuovo secolo evocate da Italo Calvino nelle famose «Lezioni americane» pubblicate postume nel 1988 sono probabilmente il miglior vademecum per l'imprenditore che vuole navigare nell'oceano ancora poco conosciuto della quarta rivoluzione industriale. L'insolito accostamento tra letteratura e imprenditoria è andato in scena ieri a Roma nell'auditorium della tecnica di Confindustria dove sei giovani imprenditori e sei noti personaggi del mondo dell'impresa hanno raccolto le suggestioni del nostro grande scrittore elaborandole nelle loro storie aziendali dove innovazione e tradizione si intrecciano.

Le sei parole chiave per l'impresa 4.0
L'incontro è stato organizzato ieri in occasione del Forum interregionale del Centro organizzato dai giovani imprenditori di Confindustria di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Con un titolo che ricordava proprio le lezione americane: «#C6-L'impresa moderna in sei caratteri», dalle sei parole chiave di Calvino pubblicate nelle «lezioni americane». Appunto: esattezza, leggerezza, molteplicità, rapidità, consistenza e visibilità. E così nel confronto-incontro tra imprenditore junior e senior l'esattezza evocata da Calvino diventa  «l'obiettivo da costruire e perseguire nella vita dell'impresa come punto di arrivo a cui tendere tra le inesattezze quotidiane». Mentre la leggerezza si declina nella «progressiva semplificazione ed eliminazione del superfluo». O la molteplicità nel raccogliere il meglio dalle esperienze diverse fatte dentro e fuori l'azienda. La rapidità è invece la capacità di «tenere il passo», ma anche di «sapersi fermare e ripartire». E ancora la visibilità è «la visione» e «l'occhio dell'imprendiore che sa guardare avanti». Infine la consistenza - un concetto che Calvino non riuscì a completare perché scomparso prematuramente -è «sapere dove si vuole arrivare anche cambiando, ma senza perdere i propri valori d'impresa».

La settima parola: «responsabilità»
«Il futuro ci riserva uno shock tecnologico, credo che il capitale umano, le norme, gli incentivi e il contesto Paese siano l'hardware e noi imprenditori dobbiamo essere il software», ha spiegato ieri Fausto Bianchi presidente dell'interregionale del centro e dei giovani di Unindustria. «C'è un futuro da costruire che ci appartiene e le lezioni di Italo Calvino sono un grande spunto per la nostra attività», ha detto ieri a conclusione dei sei confronti il presidente dei giovani di Confindustria, Marco Gay. Che ha voluto aggiungere una settima parola chiave per chi vuole fare impresa: «Responsabilità». E in questa direzione va il progetto «Adotta una scuola», la raccolta fondi promossa dai giovani imprenditori per le scuole delle zone terremotate che ha raccolto oltre 200mila euro, e che è stata ufficializzata ieri a conclusione del Forum. «Un investimento, nella scuola che guarda proprio al futuro», ha concluso Filippo Tortoriello presidente di Unindustria.

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