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Roma, maestra muore di meningite: non è forma contagiosa

non è meningococco

Roma, maestra muore di meningite: non è forma contagiosa

Allarme contagio cessato a Roma, dove una maestra della scuola elementare di Roma “Cesare Battisti”, nello storico quartiere della Garbatella, è morta lunedì al Policlinico Gemelli per meningite. A dare la notizia del decesso era stata la Asl RmC che aveva avviato in via precauzionale la profilassi antibiotica per gli alunni della maestra e per tutti coloro, adulti e bambini, che all’interno dell’istituto sono stati a contatto con la donna.

Regione Lazio: non è caso di meningococco
La Regione Lazio, in una nota, ha chiarito però in mattinata che, effettuati gli esami presso la struttura ospedaliera universitaria del Gemelli, non si tratta di un caso di meningite meningococcica (per cui non esiste rischio contagio, ndr), ma di una forma dovuta al batterio “Escherichia coli”, senza rischio di trasmissione diretta da persona a persona.

Fino a giovedì scorso, ultimo giorno di lezione prima delle vacanze natalizie, la donna era regolarmente in aula. Ricoverata il giorno di Natale all’ospedale San Giovanni, era stata trasferita al Policlinico Gemelli, dove è deceduta il 26 dicembre. La donna, 59 anni, insegnante di matematica da circa 30, era molto conosciuta nel quartiere.

Direttrice Asl Roma 2: profilassi cessa da subito
È cessata pertanto la profilassi avviata dalla Asl Roma 2 in seguito al decesso dalla maestra della scuola elementare “Cesare Battisti”. Lo ha confermato la direttrice sanitaria della Asl, Marina Cerimele. «È stato accertato che non si è trattato di un problema sanitario provocato da meningococco, per cui viene a mancare il rischio di trasmissione da persona a persona - ha confermato la direttrice -. Noi abbiamo avviato correttamente la profilassi sui contatti stretti in assenza di specifiche sul batterio che ha causato la patologia» ma non sussistendo più l’allarme «la profilassi cessa da subito».

Preside scuola: allarme rientrato
«L’allarme sembra rientrato. Il ceppo della meningite è stato definito non contagioso e siamo più tranquilli. Per le indicazioni che ci danno - non siamo medici - le famiglie direi che possono stare più tranquille. Abbiamo agito come ci è stato chiesto e come era giusto fare». Così Marina Campitelli, preside della scuola Cesare Battisti a Roma, sul caso della maestra dell'istituto da lei diretto morta il giorno di Santo Stefano per meningite. I funerali dell’insegnante, Maria Pia De Nigris, 59 anni, sposata e con un figlio di 27 anni, si svolgeranno domani nella chiesa di San Francesco Saverio accanto alla scuola, alla Garbatella. La maestra abitava nello stesso quartiere.

Istituto sanità: rarissima origine da escherichia coli
«I casi di meningite da Eschirichia Coli sono rarissimi, e ancora più rari quelli letali, che spesso sopravvengono in casi di sistema immunitario indebolito. Non si trasmettono da persona a persona attraverso saliva, come avviene invece ad esempio per l'influenza. Non c'è quindi motivo di allarme» ha spiegato Paola Stefanelli, responsabile sorveglianza nazionale malattie invasive batteriche del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).
«Qualsiasi batterio gram negativo, come la E.Coli, ma anche molti virus - ha proseguito la scienziata - possono dare un quadro di meningite, che consiste nell’infiammazione della membrana che circonda il cervello. Ma la maggior parte dei casi di meningite è causata dal meningococco».

L’incremento dei nuovi casi
L’incremento di nuovi casi nel 2015 e quest’anno, a partire dal focolaio che si è sviluppato in Toscana, ha riportato al centro dell’attenzione una patologia che nella percezione comune sembrava pressoché scomparsa. La meningite, si legge sulla scheda dell'Istituto Superiore di Sanità, è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell'arco di 7-10 giorni. La forma batterica, quella tornata a colpire in questi mesi, è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali. Il Neisseria meningitidis (meningococco) alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio. Nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata.

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