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Europarlamento, Alde boccia l’accordo con M5S. Inutile il via…

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Europarlamento, Alde boccia l’accordo con M5S. Inutile il via libera sul blog di Grillo

Salta l’accordo M5s-Alde a Strasburgo. Il gruppo liberale dell’Europarlamento ha detto no all'ingresso dei 17 deputati del Movimento 5 Stelle. Dopo ore di discussione alla fine nella riunione del 'bureau' del gruppo Alde non è emersa una maggioranza sufficiente per dare il via libera al trasferimento dal gruppo euroscettico, che veniva dato ormai per scontato da Beppe Grillo. «Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l'Europa» ha dichiarato il capogruppo dell’Alde, Guy Verhofstadt, aggiungendo che «rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave», anche se «nelle questioni degli interessi condivisi, come l'ambiente, la trasparenza e la democrazia diretta, il gruppo Alde ed il Movimento 5 Stelle continueranno a lavorare strettamente insieme».

M5S: il 78,5% vota per il passaggio ai liberali di Alde
Inutile dunque il via libera stamattina degli iscritti del M5S, pur tra polemiche e divisioni interne, alla proposta di far entrare il Movimento nel gruppo europeo Alde al Parlamento europeo. Dopo un giorno e mezzo di votazioni on line sul blog di Beppe Grillo, cui hanno partecipato «40.654 iscritti certificati» (su 135mila), il 78,5% dei votanti (pari a 31.914 iscritti) ha votato per il passaggio all’Alde, 6.444 hanno votato per la permanenza nell’Efdd e 2.296 per confluire nel gruppo dei «i non iscritti», ovvero nel gruppo Misto. Con l’approvazione della proposta Grillo, i 17 europarlamentare del Movimento avrebbero dovuto lasciare quindi il gruppo euroscettico Efdd (di cui fa parte l’Ukip del britannico Nigel Farage) per entrare nell'Alde, il gruppo europeista e liberale di Guy Verhofstadt.

Vicecapogruppo Alde: con Grillo «alleanza empia»
Il possibile ingresso dei parlamentari M5s nel gruppo liberale aveva provocato una levata di scudi tra molti componenti. «Farò di tutto per impedire che succeda. Sarebbe un’alleanza empia». Così la vicecapogruppo dell’Alde (il gruppo più favorevole all’Europa dell’euro e dell’immigrazione che ha tra i suoi anche Mario Monti), la francese Marielle de Sarnez su Twitter si era schierata in giornata in merito all'ingresso della delegazione M5s.

M5S: stop da establishment, fatto tremare sistema
Pronta la replica dei vertici del M5s alla notizia della bocciata alleanza.
«L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima». Questa la posizione ufficiale del M5S affidata a un post sul blog di Beppe Grillo. «Ora continuerà l'attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Ddm (Direct Democracy Movement)» aggiunge il M5S.

Salvini: è farsa, fallita operazione svendita vertici
Immediato, dopo la bocciatura, il commento al vetriolo del leader della Lega Matteo Salvini, che ha parlato di «Farsa 5stelle» e ha attaccato: «I vertici del M5s
hanno provato a svendersi ai padroni dell’euro e delle banche in cambio di qualche poltrona ma non ci sono nemmeno riusciti». A seguire l’appello ai militanti pentastellati: «La casa della Lega è aperta a tutti gli eletti e gli elettori 5stelle delusi che quest'Europa la vogliono cambiare davvero e che non sono in vendita». Salvini era andato già duro anche all’esito del voto on line, che aveva dato il via libera al passaggio del M5s nel gruppo Alde. «Per uno scambio di poltrone e qualche euro in più - aveva dichiarato il leader leghista - Grillo a Bruxelles sta con il partito più europeista di tutti, quello sostenuto da Prodi e da Monti, quello che difende l’euro, le banche, il Ttip e l'immigrazione di massa. Mi spiace perchè è una triste fine».

Grillo a Farage: tu hai già vinto, il M5S ancora no
Era stato Beppe Grillo in persona in una lettera inviata a Nigele Farage (ex leader dell'Ukip) e pubblicata sul blog dopo la consultazione online, a spiegare le ragioni dell’addio all’ex alleato della battaglia antieuropea. «Caro Nigel, le nostre strade si sono divise». In una lettera inviata oggi a Farage, ex leader dell'Ukip e pubblicata sul blog dopo la consultazione online, Grillo ha spiegato le ragioni dell’addio all’ex alleato della battaglia antieuropea.«Tu hai ottenuto la vittoria della battaglia principale di Ukip: l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Un risultato epocale che non sarebbe mai arrivato senza la tua leadership. E sono felice che sia arrivato tramite un referendum, massima espressione della volontà popolare», si legge nel documento. Il M5S invece «la sua battaglia deve ancora vincerla e abbiamo valutato di andare in un altro gruppo politico in Parlamento Europeo perchè riteniamo di poter affrontare con piu' concentrazione entrambi, noi e voi, le prossime sfide, conclude Grillo.

Grillo si scopre europeista

Di Maio: su programma Ue non arretriamo di un millimetro
Dopo i maldipancia di molti parlamentari M5S e le critiche su social espressi dalla base grillina a difesa del tentato cambio di rotta del M5s a Strasburgo era sceso oggi in campo il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che in un post su Facebook aveva ricordato i paletti del Regolamento del Parlamento europeo che impediscono al M5S di costituirsi in gruppo autonomi a Bruxelles. «Ma il semplice fatto che avremo la libertà di votare in difformità dal gruppo di appartenenza tutte le volte che vorremo - aveva sottolineato Di Maio - dimostra che il Movimento Cinque Stelle non arretrerà di un solo millimetro nel realizzare il programma elettorale europeo con il quale ha raccolto 6 milioni di voti dei cittadini nel 2014».

All’attacco anche il presidente dem della commissione Cultura del Senato, Andrea Marcucci, che aveva twittato: «Finanziamenti ed incarichi nel M5S valgono più della coerenza. Grillo si fa approvare il passaggio all'Alde con votazioni farsa».

Le tre opzioni messe ai voti
In concreto, la proposta messa ai voti da Grillo prevedeva tre opzioni.

La prima: restare nel gruppo Efdd, scelta che Grillo sconsiglia perché dopo la Brexit l’Ukip si prepara a dire addio all’Ue e dunque il gruppo «non avrà interesse a portare a casa risultati concreti».

La seconda alternativa era quella di unirsi ai «non iscritti», il gruppo misto europeo, perdendo però una serie di prerogative, sia in termini di «diritto di parola» sia in fondi «da spendere sul territorio».

La terza via sponsorizzata da Grillo: entrare nell’Alleanza dei liberali e democratici, con un accordo di «autonomia di voto». Alde, spiega Grillo, diverrebbe il terzo gruppo del Parlamento Ue (dietro a democristiani e socialisti) e questo darebbe anche a M5s più peso da «ago della bilancia».

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