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Cosa cambia nel 2017 per chi punta alla pensione…

CANTIERE PREVIDENZA

Cosa cambia nel 2017 per chi punta alla pensione anticipata: l’eBook del Sole 24 Ore

ROMA – Le novità previdenziali del 2017 sono numerose e per i lavoratori in cerca di un'uscita anticipata si aprono ben sei canali di flessibilità diversi. C'è l'Ape, innanzitutto, nelle sue tre declinazioni: volontaria, aziendale e sociale. Poi c'è l'anticipo per i lavoratori precoci, l'anticipo per i lavoratori con periodi di attività usuranti, l'ottava salvaguardia-esodati, l'ampliamento (seppur limitato) dell'Opzione donna, il cumulo gratuito dei versamenti effettuati in diverse gestioni.

Ma senza alcun dubbio l'attenzione maggiore sarà concentrata proprio sulla sperimentazione dell'Ape, l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica che sarà disponibile dal prossimo mese di maggio. E lo sarà per una serie di ragioni diverse: lo strumento vale come un prestito-ponte verso la pensione per i tanti lavoratori con i requisiti anagrafici e contributivi che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali disponibili (da quest'anno non ci sarà più la mobilità su cui contare) ma rappresenta anche un'opportunità per chi, con un posto di lavoro sicuro, decidesse di approfittare di questa forma flessibile di anticipo con finanziamento bancario. Per fare un solo esempio, potrebbe sostituire le scelte di chi, con i medesimi requisiti, avrebbe potuto scegliere quest'anno il part-time agevolato e ora invece ha sul tavolo anche l'alternativa dell'Ape volontaria. Si vedrà nei prossimi mesi il reale appeal di questo strumento, unico nel panorama pensionistico, e che raccontiamo in tutti i dettagli nell'inserto pubblicato oggi con Il Sole24Ore e disponibile anche online.

NUOVE PENSIONI: L’EBOOK DEL SOLE 24 ORE

Per dare vita all'Ape però il lavoro di attuazione da affrontare è ancora intenso. Il Governo deve varare tre decreti del presidente del Consiglio e tre decreti ministeriali per dare attuazione a questo strumento. E prima ancora dovrà stipulare accordi quadro con Abi, Ania e Inps. Tanti atti amministrativi che dovrebbero essere chiusi in poche settimane per dare modo alla macchina di mettersi in movimento. I contenuti di questi decreti prevedono aspetti diversi che spaziano dalla modulistica (come sarà fatto il modello di domanda dell'Ape, quello per la domanda dell'assicurazione) per proseguire con il regolamento per l'estinzione anticipata del prestito, la definizione dell'entità minima e massima di anticipo richiedibile, fino alla regolamentazione del Fondo di Garanzia. E ancora, nei decreti andranno definiti i criteri per la richiesta di accesso all'Ape, i flussi di informazioni e risorse tra Inps, banche e assicurazioni e il tipo di comunicazioni periodiche che dovranno essere garantite ai pensionandi.

Le nuove flessibilità (escludendo l'ennesima salvaguardia-esodati) interessano una platea potenziale di 350-400mila lavoratori, secondo stime governative, che scendono a 100-110mila se si considerano le misure che prevedono nuova spesa e delle quali non fa parte l'Ape volontaria, finanziata per via bancaria e poi rimborsata nei primi venti anni di pensionamento. Per il successo di quest'ultimo strumento conteranno i dettagli, che come abbiamo detto non sono pochi, e anche la campagna di informazione con cui il nuovo Governo ne vorrà o meno sostenere il debutto. Il resto lo faranno le scelte dei lavoratori senior nati tra il 1951 e il 1953, che quest'anno potranno contare anche su questa novità.

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