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Si dimettono i consiglieri di Fiera Milano, decade il Cda

DOPO L’INDAGINE DELLA DDA

Si dimettono i consiglieri di Fiera Milano, decade il Cda

Un cda burrascoso, durato oltre 4 ore. Poi le dimissioni. Per Fiera Milano, prima società fieristica italiana, questo è stato l'unico modo per evitare il commissariamento, che probabilmente poteva essere imposto martedì 17 gennaio dal Tribunale per le misure preventive (come previsto dalla legge del 2011). Si sarebbe trattato peraltro di un atto già nei fatti avviato a settembre, con il commissariamento del ramo d'azienda che fa capo alla partecipata Nolostand, finita sotto inchiesta la scorsa estate per infiltrazioni criminali nei subappalti per alcuni allestimenti di Expo (e pure la Nolostand è stata subito sottoposta a amministrazione giudiziaria).
La procura di Milano ritiene infatti che, a seguito delle indagini, è necessario intervenire con la discontinuità manageriale per dissipare qualsiasi ombra nella capogruppo e sui vertici.

Alle ore 22, ieri sera, non era ancora chiaro quale fosse l'orientamento prevalente dei nove consiglieri, ed era chiaro che non tutti erano d'accordo con le dimissioni. Poi hanno rassegnato le proprie dimissioni il presidente Roberto Rettani e i consiglieri Joyce Victoria Bigio, Pier Andrea Chevallard, Attilio Fontana, Licia Ronzulli e Vincenza Patrizia Rutigliano. Un numero sufficiente per dichiarare decaduto il cda.
Nelle scorse settimane i vertici di Fiera Milano hanno tentato di proporre soluzioni alternative, ma a poco è servito il dialogo tra inquirenti e avvocati. Niente da fare: l'unica garanzia per la procura è il rinnovamento totale del consiglio di amministrazione (possibilmente a riparo da nomine di emanazione strettamente politica). Il prossimo cda sarà nominato ad aprile, ora si procede con la gestione ordinaria.
Insieme al cda ovviamente finiscono anticipatamente il loro mandato l'ad Corrado Peraboni e il presidente Roberto Rettani, che nell'aprile 2015 avevano sostituito rispettivamente Enrico Pazzali e Michele Perini. Il consiglio «ha inoltre ritenuto che l'amministratore delegato dovesse procedere a rimettere le deleghe». Peraboni ha rimesso le deleghe ma rimane ancora dirigente della società.
I nomi dei due amministratori delegati erano entrambi finiti nelle intercettazioni dell'inchiesta sulla Nolostand, la partecipata della Fiera che si occupa di allestimenti.

In particolare nel mirino del gruppo di procuratori coordinati da Ilda Boccassini era finito il Consorzio Dominus, assegnatario di subappalti per la realizzazione di alcuni padiglioni di paesi ospiti (tra cui la Francia) e gestito da Giuseppe Nastasi, amministratore di fatto di numerose società e finito in custodia cautelare in carcere insieme a Liborio Pace, suo collaboratore già imputato per appartenenza alla famiglia mafiosa di Petraperzia. Lo scorso luglio le custodie cautelari furono estese a 11 persone, con l'accusa di reati tributari, appropriazione indebita e riciclaggio attraverso la realizzazione di società fittizie, perlopiù con sedi in paradisi fiscali. Poi, nei mesi successivi, sono arrivati altri avvisi di garanzia, stavolta indirizzati a 5 funzionari di Fiera Milano. Era dunque facile intuire che l'esito della vicenda sarebbe stato questo.
Fiera  Milano, quotata in Borsa, fattura 355 milioni all'anno circa, con 700 dipendenti a livello di Gruppo. Ogni hanno dà alla Fondazione Fiera Milano, che la controlla con il 62% delle quote, 45 milioni per la locazione degli edifici. Gestisce 60 eventi all'anno.

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