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Addio a Gerardo Marotta, fondò Istituto studi filosofici

AVEVA 89 ANNI

Addio a Gerardo Marotta, fondò Istituto studi filosofici

(Ansa)
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Grande cappotto nero e lunga sciarpa su un corpo piccolo con voce potente. Sempre presente agli incontri e convegni che si tenevano a Palazzo Serra di Cassano, anche quando sedeva in ultima fila e, d’improvviso, irrompeva con grinta per sostenere una delle sue numerose battaglie per Napoli, per il Sud e per il suo Istituto. Mercoledì sera si è spento a Napoli l’avvocato Gerardo Marotta, fondatore e presidente dell'Istituto italiano per gli studi filosofici. L’«avvocato», così era conosciuto, avrebbe compiuto 90 anni il 26 aprile, ma qualche giorno fa, in seguito a una caduta, era stato ricoverato nella Clinica Hermitage Capodimonte. Sabato si terrà il funerale a Napoli: una cerimonia in forma laica alle ore 12 proprio nella sede dell'Istituto, a Palazzo Serra di Cassano. Nella stessa sede è allestita la camera ardente.

Numerosissimi i messaggi di cordoglio. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parla di Marotta ricordandone «la passione meridionalista e l'impegno generoso per la diffusione del sapere e la preservazione del patrimonio culturale del Paese». «Un dolore enorme per Napoli e per l'Italia - ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni -ricordo la generosità e la passione civile di un intellettuale europeo, innamorato del pensiero».

E a Napoli, «la città perde un grande uomo, stimato in tutto il mondo, soprattutto per la sua instancabile guida dell'Istituto. Io perdo anche un amico», ha scritto il sindaco Luigi de Magistris che per sabato, giorno del funerale, ha dichiarato lutto cittadino. «Marotta, protagonista della cultura partenopea che ha sempre operato con acume, intelligenza e spirito critico per alimentare la scintilla della curiosità, della ricerca e dello studio nella vita della sua città e dell'Italia intera», ha commentato il ministro Dario Franceschini. «Gerardo Marotta lascia un grande vuoto ma anche un enorme insegnamento, che va ricordato, e non solo oggi, insieme al senso civico delle sue battaglie a difesa della Cultura», ha twittato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Passione e dura battaglia di una lunga vita. Questo fu l'Istituto italiano per gli studi filosofici (Iisf) per l'avvocato Marotta. Battaglia per sostenere e far crescere l'istituzione, ormai riconosciuta e apprezzata nel mondo, che invece in Italia è stata costretta, a partire dal 2010, a fare i conti con tagli dei finanziamenti pubblici e disattenzione delle istituzioni. Esemplare ed eclatante la storia di una biblioteca mai esistita per i 300mila volumi raccolti e comprati da Marotta. Avrebbe voluto renderli disponibili per giovani e per il Paese, ma sono rimasti a lungo conservati in scatoloni e trasferiti qua e là in costosi depositi.

L'istituto venne fondato nel 1975 , insieme a Enrico Cerulli, presidente dell'Accademia dei Lincei, ed Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce. Nei suoi 40 anni di vita l'Istituto di palazzo Serra di Cassano ha promosso centri studi, oltre 200 scuole di alta formazione, assegnato 3mila borse di studio a giovani studenti e ricercatori, avviato iniziative editoriali. Ha ricevuto riconoscimenti dall'Accademia dei Lincei, dal Parlamento Europeo, e dall'Unesco.

Marotta negli anni ha investito tanto, tutto il patrimonio familiare, per salvare l'Istituto dalla chiusura e dal fallimento. «Le sue ultime ore le ha trascorse parlando di Giordano Bruno – racconta il figlio Massimiliano – Era lucido, sereno. Un cruccio, certo, lo aveva. Ed era quello dei libri della sua biblioteca in cerca di una sede. O meglio la sede c'è, in piazza Santa Maria degli Angeli, ma dovevano essere completati i lavori, da anni». Massimiliano conclude: «Questi lavori mio padre non li ha visti completati».

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