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L’asse tra Milano e il governo Gentiloni per attrarre gli investimenti…

INCONTRO A PALAZZO MARINO

L’asse tra Milano e il governo Gentiloni per attrarre gli investimenti sul territorio

Una task force per Milano, con i rappresentanti dell’amministrazione locale, del governo e di Assolombarda, finalizzata a valorizzare l’attrattività della città in cui, ricordano i ministri Angelino Alfano e Pier Carlo Padoan, funziona «la giustizia civile, il trasporto pubblico, la sicurezza e la burocrazia». Tutte ragioni per cui dopo la Brexit le grandi istituzioni europee, tra cui in primis l’agenzia del farmaco Ema, dovrebbero secondo loro scegliere di trasferirsi in Italia e a Milano.

LaPresse

Il nuovo gruppo di lavoro è stato annunciato dal sindaco Giuseppe Sala, dal ministro all’Economia e alle finanze Padoan e dal ministro agli Esteri Alfano, questa mattina a Palazzo Marino per fare il punto della situazione sugli investimenti in città - in particolare dopo il patto per Milano presentato lo scorso autunno, in base al quale il territorio milanese beneficerà di 2,5 miliardi nel prossimo triennio, considerando la spesa dello Stato, delle istituzioni locali e dei privati.

Non è la prima task force messa in piedi. Ce n’è già un’altra per la verità: quella che a Palazzo Chigi si sta occupando di costruire il dossier per la candidatura dell’Ema. A coordinarla è il consigliere economico di Paolo Gentiloni (e prima di Matteo Renzi) Marco Simoni. Il dossier, ha detto Sala, sarà pronto a metà marzo e probabilmente l’Ue prenderà una decisione all’inizio dell’estate. «La partita non è facile ma ci proviamo, sappiamo che Amsterdam e Vienna saranno due temibili rivali».

Torniamo a questa nuova task force, di fatto un asse tra il governo e Milano. Per Milano parteciperà l’assessore al Bilancio Roberto Tasca. Tra le righe la presentazione di questa iniziativa ha anche un valore politico: un modo per Sala di ribadire la vicinanza con il governo centrale, a prescindere dal fatto che oggi il premier sia cambiato. Tutto prosegue insomma, anche oltre Renzi.

A livello pratico si lavorerà alla costruzione di pacchetti da proporre all’estero, in cui verranno presentati i livelli raggiunti nelle scuole, nei servizi, nelle infrastrutture, nella cultura, così da attrarre aziende e istituzioni straniere.

Il ministro Alfano ha sottolineato che Milano si candida «a ospitare tutto ciò che è uscito e che uscirà da Londra. La città va lanciata coma la capitale europea del post Brexit - ha spiegato - Milano infatti ha i punti di forza dell’Italia senza averne i limiti». Ecco perché, secondo i rappresentanti del governo.

Quattro i punti: la giustizia civile ha raggiunto le performance europee per efficienza e velocità; i trasporti pubblici funzionano e costano meno di Londra; la sicurezza è sotto controllo, con eventi riusciti senza impatti gravi come l’Expo; la burocrazia non crea intralci ai privati.

Al momento non ci sono misure specifiche per Milano dal punto di vista fiscale, ma il ministro Padoan sottolinea le agevolazioni fiscali introdotte con l’ultima legge di bilancio, per favorire l’arrivo di imprese straniere.

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