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«Porte chiuse a Renzi», Sinistra Italiana a congresso

a rimini fino a domenica

«Porte chiuse a Renzi», Sinistra Italiana a congresso

«Qui nasce una sinistra che non vuole piu' travestirsi da destra. Troppe volte la sinistra fa la sinistra solo in campagna elettorale e una volta al potere attua le politiche della destra, come ha fatto Renzi. Noi siamo la sinistra alternativa a questa terribile resa alle politiche liberiste». A fare i distinguo e a spiegare gli obiettivi di Sinistra Italiana, partito nato nel 2015 dalla convergenza di iscritti a Sinistra Ecologia Libertà ed ex di Pd e M5S, è Nichi Vendola, già leader e “bandiera” di Sel, ora pronto a tornare sulla scena per riaprire il cantiere infinito della sinistra italiana.

Costruire un’alternativa partendo dal fronte del No al referendum
Al suo arrivo al palacongressi di Rimini dove oggi si è aperto il congresso nazionale fondativo di SI, l'ex governatore della Puglia ha delineato il perimetro del confronto in programma da qui a domenica sul tema “Una sinistra tutta da scrivere”, che punta a chiarire gli orientamenti di quella parte della sinistra che non si riconosce nel Pd. «Le porte devono essere innanzitutto aperte alla società, noi dobbiamo guardare con molto interesse al dibattito interno al Pd, alle rotture, all'implosione, ma ricordandoci che il mondo è molto piu' ampio del Pd, quella è una cosetta», ha sottolineato Vendola. «Poi fuori ci sono i giovani e il fronte largo che ha votato no al referendum, che ha mandato un messaggio molto chiaro. Noi siamo qui per ricostruire un'alternativa, altrimenti la destra farà il pieno».

Mussi: «Da Sinistra Italiana no categorico al Pd di Renzi»
La linea suggerita da Vendola - dialogo con tutti quanti si riconoscono nelle politiche di sinistra ma no a Renzi e ai renziani che hanno “occupato” il Pd dall’interno - è sintetizzata dall'intervento di apertura di Fabio Mussi, cui tocca il compito di esporre le tesi congressuali. «Con Matteo Renzi porte chiuse», è lo slogan categorico che emerge dal suo intervento, «perché abbiamo sperimentato quel che pensa e quel che vuole, quale è la sua idea di democrazia. Un avventuriero poco responsabile con lo spirito di un giocatore d'azzardo». Poi, aggiunge: «Non si pensi che quale che sia l'esito del congresso del Pd l'alleanza sia inevitabile. Non ci mettiamo in attesa che qualcuno ci metta in qualche lista, senza svolta a sinistra noi faremo valere la nostra autonomia».

L’ambizione di essere «un partito autonomo e radicale»
L'ambizione di Sinistra Italiana prosegue Mussi, è quella di «essere un partito autonomo e radicale», cioè «che pensa con la testa propria e con una cultura di governo adeguata alle esigenze di oggi». Radicalismo, aggiunge, «non è il sinonimo di estremismo ma è vero il contrario. La crisi può andare a destra, penso a Trump, o a sinistra. Quelle di destra e sinistra non sono categorie derelitte del passato. È un mantra dire che non esistono piu': questa è una bufala, una post-verità. Una bugia, anche se ripetuta all'infinito, resta una bugia. È passata l'idea che la sola sinistra che governa è quella che si fa centro. Una tesi che ha provocato una catastrofe culturale».

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