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Dossier La parola d’ordine del 2017? Intermodalità

    Dossier | N. 8 articoliAuto aziendali & flotte commerciali

    La parola d’ordine del 2017? Intermodalità

    I viaggi per motivi di business e gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti sono un tema di grande attualità per le aziende, perché insieme alla gestione della flotta rappresentano le tre aree della mobilità aziendale, aree presidiate da fleet manager (gestione della flotta), travel manager (gestione dei viaggi di lavoro) e mobility manager (gestione degli spostamenti casa-lavoro). Chi si occupa oggi di fleet, travel e mobility management si trova di fronte a molteplici sfide e a tendenze molto forti, come l'affermazione delle nuove forme di mobilità condivisa (in primis il car sharing, cioè il noleggio di un'auto di proprietà di terze parti, e il car pooling come BlaBlaCar, cioè la condivisione del viaggio e delle spese). Per non parlare dell'uso sempre più massiccio di internet e di soluzioni mobili per organizzare un viaggio, soluzioni che da una parte aiutano le aziende a diventare più efficienti e sostenibili e dall'altra permettono ai dipendenti di ridurre drasticamente lo stress legato agli spostamenti.

    Ma c'è un altro fenomeno che negli ultimi anni sta condizionando l'evoluzione della mobilità aziendale. La possibilità di progettare ogni trasferta di lavoro in maniera più fluida e funzionale passa sempre più attraverso l'utilizzo sinergico delle infrastrutture di trasporto e sfrutta tutte le interconnessioni necessarie, dai treni agli aerei, dai mezzi pubblici urbani ed extraurbani fino a passare ai taxi e alle vetture a noleggio. L'intermodalità dei trasporti, intesa come la combinazione ottimale di mezzi diversi per raggiungere la propria destinazione finale è oggi l'elemento fondamentale per una programmazione dei viaggi di lavoro in grado di razionalizzare tempi e costi.

    Il settore del travel management è più che mai in grande fermento, nonostante una tendenza alla riduzione delle trasferte dovuta anche alla necessità di razionalizzare le voci di spesa. Gli stessi fenomeni (intermodalità e mobilità condivisa) stanno rivoluzionando anche il panorama del mobility management e cioè dell'organizzazione degli spostamenti casa-lavoro. Anche nel settore del fleet management le nuove frontiere aperte da car sharing e car pooling riscuotono un grande interesse da parte degli utenti, e gli operatori stanno predisponendo soluzioni su misura per le esigenze peculiari dei driver aziendali.

    Per capire in che modo le tendenze in atto stanno cambiando il settore della mobilità aziendale, LeasePlan ed Econometrica hanno recentemente condotto una rilevazione proprio su questi temi, rivolgendosi ad un campione rappresentativo di fleet manager appartenenti ad aziende italiane con flotte di medie e grandi dimensioni. Questa indagine si è posta innanzitutto l'obiettivo di chiarire quali siano le soluzioni preferite dalle aziende per l'acquisizione dei veicoli che fanno parte della loro flotta. Al primo posto vi è senza dubbio il noleggio a lungo termine, seguito a grande distanza da proprietà e leasing finanziario.

    Ma in che modo vengono utilizzati i veicoli in flotta? L'81% degli intervistati ha dichiarato che nella flotta di veicoli aziendali vi sono vetture concesse ai dipendenti in fringe benefit, ovvero in “uso promiscuo” (e cioè sia per motivi di lavoro sia per un utilizzo privato). In molti casi, poi, in flotta vi sono anche veicoli non assegnati in fringe benefit. Questi vengono affidati in caso di necessità di volta in volta al personale che deve compiere delle trasferte oppure assegnati permanentemente a personale che può utilizzarli solo per motivi di lavoro. C'è poi anche una quota di veicoli, modesta ma in crescita, che viene utilizzata in car pooling o in car sharing.

    Tra le soluzioni preferite dalle aziende per migliorare la gestione dei viaggi dei dipendenti al primo posto c'è l'utilizzo di software che permettono ai dipendenti di prenotare autonomamente i viaggi e gli hotel, seguito dall'uso di app messe a disposizione dai fornitori/partner, dalla condivisione dei dati tra le varie piattaforme di gestione delle trasferte e dalla definizione di una travel policy maggiormente dettagliata. La maggioranza degli intervistati dichiara, poi, di disporre all'interno della propria azienda di un ufficio viaggi o comunque che in azienda vi è una responsabilità centralizzata per la gestione dei viaggi dei dipendenti per lavoro con mezzi diversi dalle auto della flotta aziendale. «Siamo convinti che i servizi di mobilità sempre più allargata e flessibile proposti dagli operatori del settore possano essere la chiave in termini di ottimizzazione e razionalizzazione delle nuove esigenze aziendali, come emerso dall'indagine», spiega Amilcare Rotondi, direttore commerciale e marketing di LeasePlan Italia.

    Dalla ricerca emerge, inoltre, che le aziende che dispongono di un mobility manager sono ancora una quota minoritaria sul totale. Solo in pochi casi, poi, i mobility manager dispongono di un budget per incentivare i dipendenti a raggiungere gli obiettivi che l'azienda si è data per razionalizzare gli spostamenti casa-lavoro. Nei casi in cui vi è possibilità di spesa, gli strumenti più utilizzati sono la promozione di navette aziendali e di abbonamenti a tariffe agevolate per l'utilizzo di mezzi pubblici. In crescita anche la diffusione del car pooling aziendale.

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