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Rai, cda: da aprile tetto agli stipendi anche per gli artisti

Approvato il budget 2017

Rai, cda: da aprile tetto agli stipendi anche per gli artisti

Il tetto agli stipendi Rai da aprile vale anche per artisti e presentatori. Il cda Rai. che si è riunito oggi sotto la presidenza di Monica Maggioni, ha dato mandato al dg Antonio Campo Dall’Orto di applicare il limite di stipendio di 240mila euro da aprile ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica. La decisione è stata presa, come atto cautelativo, in attesa dei pareri richiesti ai ministeri competenti che non sono ancora giunti alla Rai. Un’interpretazione diversa dei ministeri potrebbe dunque bloccare la misura. Tra i coinvolti i volti più noti della tv pubblica come Fabio Fazio, Claudio Insinna, Antonella Clerici, Bruno Vespa, Massimo Giletti, Carlo Conti, Piero e Alberto Angela, Amadeus, Lucia Annunziata. I loro compensi sono a volte superiori o vicini ai 500 mila euro annui.

L’appicazione del tetto potrebbe avvantaggiare la concorrenza
Il timore di alcuni esponenti dei vertici Rai è che l’applicazione del tetto avvantaggi la concorrenza. Per questo la delibera è stata trasmessa al Mef e al Mise: un parere contrario consentirebbe, infatti, di disapplicare la norma. Per il consigliere Rai, Arturo Diaconale, «questa decisione può provocare una serie di defezioni, perché alcuni artisti potrebbero decidere di andare altrove, e anche contenziosi. Le leggi, però, si applicano. Quello che possiamo fare, è spingere affinché la legge venga corretta». Per esempio ci sono voci insistenti di un interessamento di Mediaset a Carlo Conti, che ha perfettamente funzionato nel tandem sanremese con Maria de Filippi.

Approvato il budget 2017
Il cda ha successivamente approvato all'unanimità il budget di Gruppo Rai per il 2017, illustrato dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Ecco le previsioni di Budget: Ricavi totali per 2.624 milioni di euro, di cui 1.768 milioni di euro ascrivibili al canone, in flessione per 153 milioni di euro rispetto al Forecast 2016; Costi complessivi, inclusi ammortamenti, per 2.596 milioni di euro, in calo di 155 milioni di euro rispetto al 2016; Investimenti di prodotto per 460 milioni di euro e tecnici per 126 milioni di euro per un totale di 586 milioni di euro, con una diminuzione sul 2016 di circa il 2%; Gestione operativa in utile per 28 milioni di euro e risultato di esercizio in sostanziale pareggio; Posizione finanziaria netta stabile nell'ordine di 430 milioni di euro. Il Budget non tiene ovviamente conto dell'estensione del tetto retributivo anche alle risorse artistiche, le proiezioni verranno pertanto rielaborate per analizzare i prevedibili impatti provocati dalla possibile ridotta attrattività dell'offerta editoriale di Rai.

Sostanziale pareggio
Le proiezioni economiche evidenziano, nonostante la contrazione delle risorse pubbliche per circa 120 milioni di euro per effetto della riduzione dell’importo unitario del canone ordinario da 100 a 90 euro, un risultato economico in sostanziale pareggio e un livello di indebitamento finanziario netto allineato al valore previsto per il 2016. In questo contesto di minori risorse, il segno positivo della gestione operativa e il sostanziale pareggio previsto derivano dagli interventi di razionalizzazione impostati nell'area dei costi e degli investimenti di Gruppo, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro. Gli interventi hanno l’obiettivo di preservare l’elevata qualità dell’offerta editoriale che ha caratterizzato il palinsesto 2016. Ma anche proseguire il piano di sviluppo tecnologico, fattore questo abilitante per la trasformazione di Rai in una Media Company e mantenere la leadership nella qualità del prodotto e negli ascolti. Le direttrici trovano conferma nel potenziamento delle risorse dedicate all’area digital e nel mantenimento di un adeguato livello di investimento nel prodotto e nella tecnologia, incluse le iniziative e i progetti focalizzati a migliorare in modo pervasivo l'efficienza industriale di Gruppo.

Fico: insistito per il tetto
«Ho chiesto e insistito senza sosta anche su questo punto. Le cose arrivano con un lavoro serio e quotidiano. Teniamo alta la guardia perché non finisce qui», ha scritto su Facebook il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico (M5S).

Annunziata: obbedisco
«Non c'è problema, è una legge dello Stato, una decisione del Cda Rai, io obbedisco», ha commentato Lucia Annunziata. «È ovvio - ha dichiarato Annunziata, che della Rai anni fa è stata presidente - che si lavora per una azienda che ha il diritto di decidere come quando pagare». Personalmente poi, aggiunge, «trovo anche giusto che il servizio pubblico offra un pagamento inferiore a quello che è il mercato».

Vespa: dal Cda un invito al Mef a una decisione di buon senso
«Credo che il cda - ha commentato Bruno Vespa - abbia voluto in qualche modo invitare il ministero dell'Economia a una decisione di buon senso, se si vuole che la Rai resti nel mercato. E poiché il ministro Padoan ha dato molte prove di essere una persona di grande buon senso, sono fiducioso che si troverà presto una soluzione».

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