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Anche i taxi hanno le app. Quali sono e come funzionano

L’OFFERTA

Anche i taxi hanno le app. Quali sono e come funzionano

Si parla tanto della app di Uber che ha rivoluzionato la “storica” concorrenza tra tassisti e autisti di Ncc (noleggio con conducente). Ma le app le hanno anche i taxi. E crescono, dopo un inizio timido (alla fine dello scorso decennio) e un proseguimento difficile (ancora durante Expo 2015 a Milano i malfunzionamenti erano frequenti e il numero unico promosso dal Comune è stato osteggiato con un contenzioso arrivato fino al Consiglio di Stato). Ora l’offerta è ampia e comprende anche città non grandi (come Messina) e servizi di taxi sharing.

Il grosso dell’offerta si concentra comunque nelle grandi città, anche per le app che operano in ambito nazionale, come it Taxi, appTaxi e MyTaxi (che fa capo al gruppo tedesco Daimler, quindi Mercedes). La differenza fondamentale tra quest’ultima e le altre due è che esse comprendono anche “big” del settore (come il 3570 di Roma), mentre MyTaxi mette insieme singoli conducenti selezionati e quindi ha minori disponibilità di corse. Un limite analogo sembra averlo anche MilanoinTaxi, la app del numero unico 0277 promosso dal Comune: in alcune zone, anche vicine al centro, in diversi orari il sistema in questi giorni non ha rilevato disponibilità di vetture. Questo sembra un paradosso, visto che lo scopo del Comune era di mettere assieme tutta l’offerta. Probabilmente le singole centrali radiotaxi (cui la app rimanda nel caso non trovi auto in zona, lasciando all’utente la scelta della centrale da contattare) non supportano l’iniziativa, nonostante sia stata dichiarata legittima dal Consiglio di Stato.

A Milano ci sono anche TaxiYoo (fa capo all’Unione artigiani).

Anche Roma ha il suo numero unico, 060609 (lanciato nel 2007), con la sua omonima app, che però non fa altro che individuare l’operatore al quale rivolgersi e stabilire un contatto telefonico con lui.

A Napoli ci sono ben due app: Taxi Napoli 8888 (schiera 500 vetture) e DigiTaxi (nata nel 2013).

A Torino c’è TorinoTaxi, la cui piattaforma è analoga a quella di Taxi Messina, l’unica cooperativa della città siciliana. Tra le funzionalità messe meglio in evidenza, c’è la possibilità di richiedere un preventivo di spesa (e di tempo) per lo spostamento che s’intende effettuare. Anche se non si tratta di prezzi fissi ; l’avviso in cui si precisa che costo e durata si riferiscono a condizioni di traffico ideali. Navigando sul web si possono trovare anche web taxi, concepiti per mettere a disposizione itinerari fissi, generalmente lunghi, da condividere con altri utenti (taxi sharing). Ma, almeno a un primo sguardo, non è possibile capire se il servizio sia effettivamente in funzione.

In generale, la maggior parte delle app richiede di registrarsi, quindi occorre l’iscrizione al servizio. Spesso è possibile anche richiedere un certo tipo di vettura, quindi c’è una segmentazione del servizio che lo allontana da quel servizio pubblico indistinto rivendicato dai tassisti nelle loro proteste e lo avvicina a quello degli Ncc. Un’altra dimostrazione che una riforma complessiva del trasporto passeggeri non di linea è necessaria e non necessariamente penalizzerebbe i tassisti, perlomeno quelli che hanno già cominciato ad attrezzarsi.

Tra le funzionalità di solito disponibili, ci sono prenotazione, pagamento e votazione del gradimento su conducente e vettura.

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