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Dossier Un tavolo per sviluppare il polo di Pré Saint Didier

    Dossier | N. 3 articoliRapporto Valle d’Aosta

    Un tavolo per sviluppare il polo di Pré Saint Didier

    La tradizione termale valdostana è antica, secolare, affonda le radici addirittura in epoca romana. Oggi la Regione sta sostenendo e promuovendo una nuova fase di investimenti nel settore terme e wellness. L’offerta benessere è ormai diffusa anche tra le strutture ricettive di fascia media, oltre che, naturalmente, tra quelle di fascia alta e di lusso. La proposta wellness affianca oggi, in termini di attrazione turistica, la possibilità di praticare sci e l’opportunità di trascorrere una vacanza sulle montagne valdostane, come nel caso di Champoluc che ospita un centro benessere ai piedi del Monte Rosa.

    Una operazione in grande stile è quella del gruppo QC – promosso da Saverio e Andrea Quadrio Curzio all’inizio degli anni 80 - che sta realizzando peraltro un network internazionale specializzato nel termalismo e nel wellness, in abbinata all’attività alberghiera.

    «Siamo presenti in Val d ’Aosta dal 2005 – spiega Francesco Varni, direttore generale QC – come concessionari della Regione, con la struttura termale di Pré Saint Didier». Un piccolo gioiello di architettura alle pendici del Monte Bianco, a pochi chilometri da Courmayeur.

    «Siamo molto soddisfatti dell’operazione – aggiunge Varni –, il giro d’affari si aggira sui 10 milioni e contiamo 180mila presenze l’anno».

    Alla gestione dello storico complesso termale la QC ha aggiunto dal 2012 anche un hotel benessere a poca distanza, che sviluppa un volume d’affari di circa 5 milioni di euro con una cinquantina di camere.

    I risultati ci sono. E così tra la QC e la Regione è stato avviato un tavolo di confronto. «La Valle d’Aosta vuole valorizzare l’offerta benessere – spiega Varni – che ha grandi sinergie con il mondo della montagna, oltre ad avere tradizioni secolari qui in Valle. E così è partito un tavolo per capire come possiamo far crescere ulteriormente Pré Saint Didier».

    Certo dal punto di vista urbanistico i margini non sono ampi. Si tratterà di individuare le migliori opportunità per valorizzare al massimo l’offerta del polo valdostano. «In questa area – sottolinea il top manager QC – sono stati realizzati investimenti molto importanti. Basti solo pensare alla nuova funivia panoramica del Monte Bianco, uno spettacolo unico al mondo e che richiama migliaia di visitatori. Molti altri progetti sono in corso, quindi il momento è assai propizio per mettere in cantiere nuove strategie». Per l’area di Pré Saint Didier si studia come ampliare e qualificare ulteriormente l’offerta di servizi wellness e anche come implementare una ricettività di charme in piena sintonia con gli equilibri del territorio. «Le opportunità sono notevoli – spiega Varni – per realizzare progetti e iniziative, decisiva la disponibilità della Regione».

    QC inoltre sta investendo a non molti chilometri in linea d’aria, sia pure dall’altro lato del Monte Bianco, in un progetto wellness a Chamonix, sul versante francese: l’apertura dei battenti è prevista entro l’anno. Possibili dunque sinergie importanti lungo l’asse del Monte Bianco.

    L’altro polo più squisitamente termale della Valle d’Aosta è quello di Saint Vincent, che oggi ruota intorno al Casinò e al Grand Hotel Billia – una struttura di importante valore architettonico realizzata all’inizio del 1900 - che ha nell’offerta benessere uno dei punti di forza con una Spa tra le più grandi dell’arco alpino. Nell’area di Saint Vincent c’è anche un altro polo termale che ha avuto negli anni alterne vicende.

    Di interesse con riguardo all’offerta wellness anche l’area di La Thuile, dove di recente è sorto il 5 stelle Nira Montana, e il polo di Cogne, alle pendici del Gran Paradiso. È stato costituito un club di prodotto per la promozione del wellness valdostano, al quale aderisce una ventina di strutture di livello della regione.

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