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Concorso per assistenti giudiziari, il 4 aprile per le date delle…

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Concorso per assistenti giudiziari, il 4 aprile per le date delle prove. Intanto cambia la commissione d’esame

Ancora un rinvio per il concorso per 800 assistenti giudiziari, bandito dal ministero della Giustizia (con il decreto del 18 novembre 2016) e preso d’assalto dai candidati: le domande presentate (c’era tempo fino al 22 dicembre 2016, solo in via telematica) sono state 308.385. Proprio per l’elevato numero degli aspiranti “amministrativi” nei tribunali, le date e le sedi delle prove preselettive non sono ancora state rese note e lo saranno, «salvo ulteriori rinvii», il 4 aprile prossimo.

A precisarlo è il decreto del 2 marzo 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale concorsi 17 del 3 marzo. Si tratta del secondo rinvio: in origine la comunicazione delle sedi e delle date delle prove preselettive era prevista per il 14 febbraio, ma il decreto del 27 gennaio 2017 aveva già disposto la proroga, appunto, al 3 marzo.

Il bando
Il concorso - il primo dopo 20 anni di assenza nei tribunali - è lo strumento-chiave della strategia elaborata dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per arginare i vuoti di organico, che stanno sempre più mettendo in difficoltà i tribunali, ora alle prese anche con i processi telematici.

Per essere ammessi al concorso era sufficiente possedere un diploma di istruzione secondaria di secondo grado quinquennale o altro diploma dichiarato equivalente o equipollente.

La preselezione

Le prove preselettive consisteranno in una serie di domande a risposta multipla, in materia di diritto pubblico e di diritto amministrativo. Nel corso della prova preselettiva i candidati non potranno portare in aula nulla: né carta per scrivere, appunti, libri e opuscoli, né cellulari o altri apparecchi che consentano di comunicare con l’esterno.

Saranno ammessi alle prove scritte i candidati che si classificano tra i primi 3.200 e gli ultimi pari merito.

Per partecipare alle prove preselettive occorre presentarsi nel giorno e nella sede prevista con un documento di riconoscimento e la ricevuta di invio della domanda rilasciata dal sistema informatico. Chi non si presenta alle prove preselettive, per qualsiasi ragione, sarà escluso dal concorso. L’esito delle prove sarà pubblicato sul sito del ministero della Giustizia.

L’esame
Chi supererà le prove preselettive potrà affrontare gli esami veri e propri, che consisteranno in due prove scritte e in un colloquio.

Gli “scritti” saranno due test a risposta multipla: 60 domande sul diritto processuale civile e altre 60 sulla procedura penale. Le prove si terranno in successione e i candidati avranno a disposizione due ore e mezza per completarle. Il bando chiarisce anche il calcolo dei punteggi: 0,50 punti per ogni risposta esatta, -0,15 per ogni risposta errata e nessun punteggio per le risposte omesse. Per superare ciascuna prova occorre riportare una valutazione di almeno 22,5 punti su 30.

Il colloquio verterà sulle stesse materie delle prove scritte, più elementi di ordinamento giudiziario, servizi di cancelleria e nozioni sul rapporto di pubblico impiego. Inoltre, saranno verificate anche la conoscenza di una lingua straniera (francese, inglese, spagnolo o tedesco, a scelta del candidato) e delle capacità e attitudini all’uso di apparecchiature e applicazioni informatiche. Per superare il colloquio bisogna ottenere un voto di almeno 21/30.

I titoli
Sarà riconosciuto qualche punto in più a chi ha svolto il periodo di perfezionamento presso l’ufficio per il processo (6 punti), lo stage o il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari (un punto in entrambi i casi). Attenzione però: i punti aggiuntivi saranno assegnati solo ai candidati che hanno già superato le prove d’esame.

La commissione d’esame
Il ministero ha nominato la commissione d’esame con il provvedimento del 24 febbraio 2017 e l’ha poi modificata con il provvedimento del 15 marzo 2017. A presiedere la commissione sarà Pietro Antonio Sirena, già consigliere di Cassazione.

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