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Istat, nuovo minimo storico per le nascite. Sempre più over 65

indicatori demografici

Istat, nuovo minimo storico per le nascite. Sempre più over 65

L’Italia invecchia. Diminuiscono nascite e residenti. Un calo contenuto grazie agli stranieri. È il quadro che emerge dalle stime 2016 degli Indicatori demografici diffuse oggi dall’Istat. Al 1° gennaio 2017 la popolazione residente in Italia ammonta a 60 milioni 579mila unità, 86mila in meno sull’anno precedente. Un calo trainato soprattutto dalla flessione della natalità: il livello minimo delle nascite del 2015, pari a 486mila, è stato infatti superato da quello del 2016 con 474mila. I decessi sono stati 608mila, dopo il picco del 2015 con 648mila casi, un livello comunque elevato, in linea con la tendenza all’aumento dovuta all’invecchiamento della popolazione. Il saldo naturale (nascite meno decessi) registra nel 2016 un valore negativo (-134mila) che rappresenta il secondo maggior calo di sempre, dopo quello del 2015 (-162mila). A differenza del 2015, perciò, quando a incidere negativamente sulla dinamica naturale risultavano sia il calo delle nascite sia l’eccezionale aumento dei morti, il deficit naturale del 2016 si può ascrivere soprattutto una nuova riduzione della natalità.

BOLZANO FA ECCEZIONE
Tasso di variazione della popolazione per
Regione. Anno 2016, stima per mille residenti (Fonte: Istat)

Saldo naturale positivo per gli stranieri
Gli stranieri residenti al 1° gennaio 2017 sono 5 milioni 29mila (8,3% della popolazione totale), in lievissimo aumento rispetto all’anno precedente (+2mila 500 unità, pari a +0,5 per mille). La popolazione di cittadinanza italiana scende a

55 milioni 551mila (-89mila residenti). Mentre per i cittadini italiani risulta negativo sia il saldo naturale (-189mila) che il saldo migratorio con l’estero (80mila), per gli stranieri risultano entrambi positivi (rispettivamente +54mila e +216mila). Il saldo migratorio estero complessivo (ossia la differenza tra il numero degli iscritti per trasferimento di residenza dall’estero e il numero dei cancellati per trasferimento di residenza all’estero) nel 2016 è pari a +135 mila, un livello analogo a quello dell’anno precedente. Rispetto a quest’ultimo esso è determinato da un più elevato numero di ingressi (293mila) e da un nuovo massimo di uscite ( 157mila).

In calo la fecondità totale
La contrazione delle nascite riguarda però sia le donne straniere che quelle italiane. La fecondità totale scende a 1,34 figli per donna (da 1,35 del 2015). Nel 2016 il 19,4% dei bambini è nato da madre straniera, una quota identica a quella riscontrata nel 2015 mentre l'80,6% ha una madre italiana. In assoluto, i nati da cittadine straniere sono 92 mila, il 2,2% in meno dell’anno prima. I nati da cittadine italiane sono 382 mila, con una riduzione del 2,4% sul 2015. Le donne straniere in età feconda, che evidenziano un comportamento riproduttivo più accentuato, hanno avuto in media 1,95 figli nel 2016 (contro 1,94 del 2015). Le italiane, dal canto loro, sono rimaste sul valore di 1,27 figli, come l’anno precedente. Si conferma in generale la propensione delle donne ad avere figli in età matura: l'età media al parto è di 31,7 anni.

I MIGRANTI COMPENSANO IL CALO
Saldo naturale e saldo migratorio con l'estero, Italia. Anni 2006-2016, migliaia. (*) 2016, stima (Fonte: Istat)

Triplicati in 6 anni italiani trasferiti all’estero
Continua intanto la grande “fuga” all’estero degli italiani. Nel 2016, infatti, sono 115 mila i connazionali che si sono trasferiti fuori dai confini, spostando la residenza oltreconfine. Il numero di italiani che decidono di trasferirsi in un Paese estero cresce del 12,6% rispetto al 2015 ed è quasi triplicato in sei anni (40mila cancellati italiani nel 2010).

Fonte: Istat

La popolazione continua ad invecchiare
Soffermando l'attenzione su quanto avvenuto negli ultimi dieci anni va rilevato come la popolazione residente abbia accresciuto il suo livello d'invecchiamento. Al primo gennaio 2017 - prosegue Istat - i residenti hanno un'età media di 44,9 anni, due decimi in più rispetto alla stessa data del 2016. Gli over 65 anni superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale; quelli di 80 anni e più sono 4,1 milioni, il 6,8% del totale. Ma sono soprattutto gli ultranovantenni a registrare un aumento sensibile: al 1 gennaio 2017 sono 727 mila, un numero superiore a quello dei residenti in una grande città come Palermo. Sebbene questo segmento della popolazione rappresenti oggi appena l’1,2% del totale, il suo peso nei confronti della popolazione complessiva è andato aumentando nel tempo: 15 anni fa ammontavano a 402 mila e costituivano solo lo 0,7% del totale. Gli ultracentenari sono invece oltre 17 mila, in calo rispetto ai quasi 19mila del 2015.

FERTILITÀ IN CADUTA
Numero medio di figli per donna e classe di età della madre, Italia. Anni 1960-2016* (*) Stima (Fonte: Istat)

Aumenta la speranza di vita
La speranza di vita alla nascita recupera terreno sui livelli del 2015 e marca la distanza anche da quelli registrati nel 2014, l’anno in cui si è rilevato un eccesso di mortalitaà, con 598mila decessi. Per gli uomini la vita media raggiunge 80,6 anni (+0,5 sul 2015, +0,3 sul 2014), per le donne 85,1 anni (+0,5 e +0,1).


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