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Processo penale, modifiche del governo ed è bagarre

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Processo penale, modifiche del governo ed è bagarre

  • –Giovanni Negri

MILANO

Basta un emendamento del Governo sulle intercettazioni e sul disegno di legge sul processo penale si riaccende la bagarre. L’emendamento presentato in Aula al Senato punta a ottenere un risparmio dei costi nell’ordine di 80 milioni nell’arco del triennio 2017-2019. Non interviene, almeno per ora, a modificare i termini per l’eserczio della delega sul punto, che resta di un anno dall’approvazione, scavallando quindi ampiamente la scadenza della legislatura. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, senza scendere troppo nel dettaglio di un possibile taglio dei tempi, ha comunque tenuto a sottolineare come la delega vada esercitata «in tempi strettissimi, al di là dei contenuti».

Tuttavia tanto è bastato per rallentare i lavori e fare rinviare l’intero provvedimento in commissione. Con polemiche da parte delle opposizioni che hanno contestato quello che ritengono un semplice espediente dell’Esecutivo per prendere tempo e poi alla ripresa dei lavori in assemblea, martedì prossimo, porre la questione di fiducia, autorizzata una settimana fa dal Consiglio dei ministri.

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha difeso la correttezza della scelta fatta, ricordando che l’emendamento è aggiuntivo ad un articolo e per questo ha “vita autonoma” e può essere rinviato da solo. Ai senatori dell’opposizione che hanno chiesto più tempo, visto che le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia sono impegnate con il decreto legge sui migranti, Grasso ha replicato che è un «termine congruo per qualsiasi Commissione, anche se sappiamo che ci sono altri provvedimenti in corso, per trattare un emendamento e i relativi subemendamenti». Grasso ha autorizzato la Commissione a riunirsi fin da ieri pomeriggio e ha rilevato che ci sono «momenti in qualsiasi professione in cui, quando è necessario, si lavora sabato e domenica».

Quanto ai contenuti, l’emendamento prevede una riduzione delle tariffe da corrispondere agli operatori di comunicazione per le operazioni di intercettazione. Tutto il sistema tariffario verrà sottoposto a revisione con l’obiettivo di garantire un risparmio di spesa nell’ordine di almeno il 50% rispetto alle regole attuali. Troppo? No, spiega la relazione all’emendamento, perché l’evoluzione tecnologica, con uno spazio sempre più ampio assunto dalla digitalizzazione, ha come conseguenza anche un drastico abbassamento dei costi che gli operatori sono chiamati a sostenere.

E ieri la Camera ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge con le nuove norme a protezione dei testimoni di giustizia.

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