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Salvini a Napoli, antagonisti occupano la sala dove è atteso domani

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alla Mostra d'Oltremare

Salvini a Napoli, antagonisti occupano la sala dove è atteso domani

Decine di manifestanti aderenti a reti antirazziste e centri sociali occupano da questa mattina la sala congressi della Mostra d'Oltremare di Napoli dove domani è in programma una manifestazione con la presenza del leader della Lega Matteo Salvini. Già da ieri, in città, erano apparsi striscioni contro l'arrivo del segretario del Carroccio. Gli attivisti fanno parte del movimento «Mai con Salvini» che ha organizzato il corteo contro il leader della Lega che partirà nel primo pomeriggio, in anticipo rispetto all’ora prevista per l’evento alla Mostra, da piazza Sannazzaro. Alle proteste dei «centri sociali, da Bologna a Roma, da Genova a Palermo sono abituato, ci sono in giro dei figli di papà che amano fare a pugni in strada» sono state le parole di reazione a caldo di Salvini.

«Con sorriso per giorno di festa e liberazione»
«Vado a Napoli con il sorriso, per una giornata di festa, proposta e liberazione. Non ho alcuna preoccupazione, le forze dell'ordine sanno cosa fare. Domani sarà una giornata per persone perbene, famiglie, studenti, lavoratori». Salvini dice che Napoli «non è De Magistris, non è rappresentata dai centri sociali, da quattro facinorosi. La risposta a questo verrà data dalle mamme, dai papà, dai bambini che domani parteciperanno alla nostra giornata di festa». E non esclude neppure di poter fare «tranquillamente» anche due passi in centro e sul lungomare. Assurdo per il capo del Carroccio il fatto che «venga contestato per un coro sgradevole da curva del 2009» contro i napoletani. «Uno chiede scusa, ma dico che lo stadio è lo stadio, la politica e l'Italia sono altro». «Chiedo scusa per il tifo ma vengo per incontrare la gente e parlare dei loro problemi. Domani, per esempio, incontrerò una delegazione di genitori di bimbi autistici che rischiano di trovarsi per strada».

Salvini a Napoli, contestato dai giovani dei centri sociali

Gente do Sud, un brano «per l'accoglienza»
Nel clima di contrapposizione delle ultime ore si inerisce anche un brano autoprodotto, per dire «no al razzismo». È il singolo Gente do sud, lanciato ufficialmente oggi in vista della manifestazione di domani quando a Napoli tornerà il capo leghista. Frutto del lavoro di un gruppo di artisti, tutti di Napoli, «contro le politiche antimeridionali e antirazziste di Salvini e della Lega». Il brano nasce da un'idea di Massimo Jovine, bassista del 99 Posse, che ha pensato di dover «smuovere le coscienze, contrapponendo al razzismo la grande capacità della gente del Sud, quella di allargare le braccia per accogliere». Il progetto ha coinvolto numerosi altri artisti fini a formare un collettivo, «Terroni Uniti», che coinvolge trenta artisti tra cui Massimo Jovine (99 Posse), Ciccio Merolla, Enzo Gragnaniello, James Senese, O' Zulu' (99 Posse), Eugenio Bennato, Speaker Cenzou, Valentina Stella, Daniele Sepe, Franco Ricciardi, Dario Sansone (Foja), Valerio Jovine, M'Barka Ben Taleb, Pepp-Oh, Francesco Di Bella, Simona Boo, Tommaso Primo, Andrea Tartaglia, Tueff, Gnut, Nto.

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