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Alitalia: Montezemolo in uscita, entra Gubitosi. Mercoledì Cda…

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Alitalia: Montezemolo in uscita, entra Gubitosi. Mercoledì Cda sul piano industriale

Luca Cordero di Montezemolo, alfiere dell’arrivo di Etihad Airways in Alitalia, sta per lasciare la presidenza della compagnia. Al suo posto arriverà Luigi Gubitosi, candidato delle banche azioniste: sarà presidente operativo, con deleghe al momento non ancora del tutto definite. Gubitosi dovrebbe essere nominato già domani consigliere di amministrazione della compagnia, salvo imprevisti, mentre la nomina a presidente potrebbe avvenire in una fase successiva, in un nuovo consiglio di amministrazione che attribuirà le deleghe. Tutto è legato agli accordi tra le banche azioniste, Unicredit e Intesa Sanpaolo, con Etihad, il socio forte di Alitalia con il 49% del capitale, che ha difeso dall'assalto delle banche Cramer Ball, il quale rimarrà amministratore delegato di Alitalia e quindi numero dell'azienda.

Il piano industriale all'esame del cda
Il cda di mercoledì si riunisce per approvare il controverso piano industriale presentato da Ball. A patto che le banche azioniste (Unicredit e Intesa Sanpaolo) e il vettore di Abu Dhabi trovino l’intesa sul piano. Il via libera del cda al piano industriale è stato più volte rinviato, a causa del clima litigioso e di diffidenza che c’è tra i soci italiani e Etihad, che di fatto ha avuto le responsabilità chiave nella guida della “nuova” Alitalia fin dalla partenza. Ci sono ancora discussioni sul rifinanziamento della compagnia, è prevista una manovra finanziaria da 900 milioni di euro complessivi, in parte con versamento di nuova cassa, in parte con la conversione di crediti finanziari in capitale. Quest’operazione potrebbe essere approvata in una riunione successiva, non oggi. Dopo l’approvazione del piano, Alitalia dovrà incontrare il governo e i sindacati, in particolare per discutere di esuberi (sarebbero almeno 2.000, senza calcolare l’impatto dei 20 aerei Airbus 320 che verranno messi a terra) e della richiesta di tagliare gli stipendi in media del 31 per cento.

Montezemolo, traghettatore verso Abu Dhabi
Le discussioni con le banche sono ancora in corso. Quindi l’esito finale della partita non si può dire scontato. Una cosa è certa, però: se Alitalia non riceverà rapidamente un rifinanziamento, a fine mese avrà esaurito la liquidità e in quel caso non potrebbe più far volare gli aerei. Montezemolo è stato nominato presidente di Alitalia-Sai nel novembre 2014, poco prima che la società diventasse pienamente operativa, il decollo ci fu il primo gennaio 2015, a fianco aveva Silvano Cassano. Montezemolo nella forma rappresenta i soci italiani, le banche e gli altri vecchi azionisti della Cai, che possiedono il 51% di Alitalia attraverso il veicolo Midco. Ma, nella sostanza, l’investitura a Montezemolo in origine arrivava da Abu Dhabi, dove l’ex presidente della Ferrari ha rapporti consolidati di amicizia e di affari, da quando è sbarcato negli Emirati Arabi Uniti il gran premio di Formula Uno. E infatti Montezemolo aveva avuto un ruolo decisivo nel convincere Etihad a investire 560 milioni in Alitalia e nell’ottenere il via libera dal governo di Matteo Renzi all’operazione, facendo incontrare l'emiro e Renzi nella sua casa romana ai Parioli, nel febbraio 2014, quando Renzi era presidente del Consiglio incaricato e stava per succedere a Enrico Letta a Palazzo Chigi.

Il 2017 doveva essere l’anno del pareggio operativo, invece si profila una perdita di 650 milioni
Alla partenza della nuova Alitalia Cassano era ad, co-designato da soci arabi e italiani, in realtà uomo gradito a James Hogan, il numero uno di Etihad che oggi a sua volta è dimissionario, dovrebbe lasciare il prossimo settembre. Cassano non ha retto lo stress della gestione e nel settembre 2015 era già fuori. Per i successivi sei mesi Montezemolo ha diretto la compagnia anche con i poteri da amministratore delegato, finché il 7 marzo 2016 è arrivato dall’India Ball, il manager australiano con esperienza nell’aviazione, anch’egli scelto da Hogan. Ma la gestione di Alitalia è peggiorata vistosamente nei mesi successivi, anche se fino all’estate Montezemolo ha dichiarato in pubblico che per quest’anno era previsto il pareggio operativo. Invece i conti sono andati a picco. Quest’anno si prevedono perdite di gestione di circa 650 milioni. Così le banche hanno cominciato a litigare con Etihad perché non si fidano più di Ball, né della sua prima linea di manager anglosassoni e soprattutto perché sono riluttanti a mettere altri soldi in una compagnia che è arrivata a perdere quasi due milioni al giorno. Le banche hanno criticato il piano industriale di Ball, lo giudicano troppo ottimista sui ricavi e hanno chiesto tagli più incisivi dei costi.

Le deleghe di Gubitosi
Ci sarebbero almeno 2mila esuberi, inoltre il piano prevede tagli agli stipendi in media del 31 per cento. Gubitosi, manager dal profilo finanziario, ex ad di Wind ed ex direttore generale della Rai, consigliere di amministrazione del Sole 24 Ore (editore del quotidiano e di questo sito) è stato candidato dalle banche come nuovo ad di Alitalia. Ma l’ad rimane Ball, perché Etihad lo ha difeso. Così per Gubitosi è stata individuata la carica di presidente operativo, con alcune deleghe, che ufficialmente non sono ancora state del tutto definite. In ballo ci sarebbe la finanza, oltre ai rapporti con governo e sindacati e alla comunicazione. Per far posto a Ball si farà da parte Montezemolo, il quale rimarrà nel consiglio di amministrazione come semplice consigliere.

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