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Terre ai giovani, una "banca" per l'acquisto a prezzi…

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Terre ai giovani, una "banca" per l'acquisto a prezzi competitivi

L'obiettivo è chiaro: vendere più terreni possibili ai giovani agricoltori per garantire loro un reddito e un futuro all'agroalimentare made in Italy. Il problema è che un ettaro di terra in Italia costa in media 18mila euro, contro 6.500 in Germania e 5.500 in Francia. E anche volendo pensare all'affitto, i prezzi restano proibitivi, soprattutto nelle aree vocate a produzioni di pregio come ortofrutta e vino.

Patrimonio fondiario
Nasce da questo assunto il portale «Banca delle terre», presentato oggi al ministero delle Politiche agricole, finalizzato a valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e incentivare l'imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale. Questo, garantendo un accesso al credito semplificato e l'acquisto di terreni a prezzi calmierati. Una vetrina con la mappatura dei primi 8mila ettari di terreni è già visualizzabile sul sito dell'Ismea (www.ismea.it), l'Istituto per i servizi sui mercati agricoli e agroalimentari vigilato dal Mipaaf. Il portale, ha spiegato il direttore dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, sarà aperto a tutti i soggetti pubblici che vorranno inserire i loro beni per realizzare un catalogo unico nazionale. «La Banca delle terre è un'occasione preziosa per dare la massima visibilità alle aree agricole che ancora devono trovare una collocazione di mercato - ha aggiunto Reggi - L'Agenzia ha individuato circa 1.500 terreni, per una superficie complessiva di 2.500 ettari e ne ha già messi a bando quasi il 50%, per un valore di tre milioni di euro, grazie al progetto Terrevive sviluppato con il ministero dell'Economia e con il Mipaaf».

Una chance per gli under 35
Un'occasione per gli «under 35» che attualmente in Italia - leader in Europa per numero di giovani in agricoltura - conducono già oltre 50mila aziende. I nuovi potenziali imprenditori, oltre ad avere un diritto di prelazione, potranno ottenere i terreni a prezzi contenuti. «Per quest'anno - ha precisato il direttore del Demanio - contiamo di mettere sul mercato tutti gli altri terreni individuati e stiamo studiando soluzioni che consentano di semplificare le procedure di vendita e renderle più accessibili».

Mutui a tasso zero e sgravi previdenziali
Il Governo, ha spiegato il ministro Martina, «ha messo in campo strumenti utili per i giovani, come i mutui a tasso zero per gli investimenti, l'aumento del 25% degli aiuti europei e soprattutto, con l'ultima legge di bilancio, l'esenzione totale dal pagamento dei contributi previdenziali per i primi tre anni di attività per le nuove imprese agricole condotte da giovani».
La Banca delle terre è in realtà un progetto che parte da lontano. Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura al Senato, ha ricordato di aver già presentato «nell'aprile del 2011 un Ddl, costruito insieme ai giovani, che si proponeva proprio di realizzare la Banca delle terre agricole». Un progetto, appunto, previsto successivamente dal Collegato agricolo e realizzato da Ismea.

La marcia in più delle start-up
In occasione della presentazione oggi al Mipaaf, alla quale hanno partecipato anche il presidente e il direttore generale dell'Ismea, Enrico Corali e Raffaele Borriello, e l'assessore all'Agricoltura del Lazio in rappresentanza delle Regioni, Carlo Hausmann, la Coldiretti ha divulgato uno studio, nel quale viene sottolineato come «le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% e un 50% di occupati per azienda in più. Ma insieme alla burocrazia e all'accesso al credito la disponibilità dei terreni rappresenta il principale ostacolo alle aspirazioni dei tanti giovani che vogliono lavorare in agricoltura». «Liberare i terreni agricoli pubblici per la vendita o l'affitto - ha osservato a sua volta l'Agia (l'associazione dei giovani della Cia-Agricoltori Italiani) - è tra l'altro una nostra proposta avanzata con forza già nel 2010. Ora questa misura potrà diventare una vera chance per i giovani se accompagnata da validi strumenti creditizi che sostengano i nuovi imprenditori nella fase di start-up».

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