Italia

Dossier Da Roma a Maastricht: un viaggio per tornare allo spirito dei trattati

Dossier | N. 13 articoliTrattati di Roma: una storia lunga 60 anni

Da Roma a Maastricht: un viaggio per tornare allo spirito dei trattati

I rintocchi della “patarina”, la storica campana del Campidoglio, annunciarono l’inizio della cerimonia. Pioveva a dirotto alle 18 di quel 25 marzo 1957 sull’affollatissima piazza michelangiolesca dove gli agenti dell’ordine aprirono un corridoio per le automobili dei ministri dei sei Paesi fondatori che andavano a firmare lo storico Trattato di Roma. Tra una settimana, 60 anni dopo, l’Unione europea (oggi a 27) si ritroverà in Campidoglio per parlare del futuro sempre più difficile dell’Ue. Ad accogliere i capi di Stato ci sarà l’originale del Trattato del 1957 appena recuperato dagli Archivi della Farnesina per una mostra che viaggerà in 60 Paesi.

Il Trattato di Roma
Ci sono carteggi originali, dispacci ed immagini nella mostra appena inaugurata al ministero degli Esteri («Ever closer union - The Legacy of the Treaties of Rome for Today's Europe») da cui emergono i timori e i dubbi dei padri fondatori dell’Europa (da De Gasperi a Spinelli) di essere troppo avanti e di non essere capiti o di essere troppo audaci. Testimonianze delle tappe salienti che portarono alla nascita della Comunità economica europea e della Comunità europea dell’energia atomica con l’istituzione anche dell’Assemblea parlamentare europea, composta da 142 deputati nominati dai parlamenti dei sei paesi membri della Comunità . La cerimonia si tenne solennemente in Campidoglio, il 25 marzo 1957, nella sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori, la stessa dove si incontreranno il prossimo 25 marzo i capi dello Stato dell’odierna Ue. Per l’Italia, diventata da allora depositaria dei Trattati, firmarono il presidente del Consiglio, Antonio Segni e il ministro degli Esteri Gaetano Martino.

La mostra
L’esposizione - organizzata dall’Istituto Universitario (Iue) europeo di Firenze, grazie al contributo degli archivi storici dell’Ue, della Farnesina e dell’Ansa - si articola in quattro sezioni. Partendo da una panoramica storica sul processo di integrazione europea nei suoi aspetti istituzionali (dalla creazione della Cee dell’Euratom nel 1957 fino all’attuale Ue); per poi passare all’Europa economica che ha portato all’Unione economica monetaria; alla dimensione sociale e della cittadinanza europea, fino al processo di allargamento e alle sfide attuali e future dell'Europa a 27. Sotto teche di vetro sono esposti gli originali dei principali trattati Ue, da segnalare anche una serie di immagini e poster d’epoca raccolte da Nicola di Gioia e recuperate dal figlio Fabio. La mostra tradotta in 24 lingue, viaggerà in 60 Paesi. Alla Farnesina è stato presentato anche il primo volume della Collana dei documenti storico-diplomatici con i dispacci degli ambasciatori italiani nelle varie capitali, relativi ai negoziati sui Trattati di Roma. «Molti dei temi su cui si confrontarono i padri fondatori dell’Ue - ricorda nella prefazione il ministro degli Esteri Angelino Alfano - sono gli stessi ancora oggi, figurando in cima alle agende delle cancellerie». Oggi come sessant’anni fa, scrive ancora il titolare della Farnesina, «l’Europa deve recuperare la capacità di rispondere alle istanze dei propri cittadini. Il valore aggiunto è combattere uniti le sfide e ciò implica un ruolo di protagonista dell’Italia in Europa».

© Riproduzione riservata