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Nomine: Profumo verso Leonardo, Del Fante ad di Poste Italiane

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Nomine: Profumo verso Leonardo, Del Fante ad di Poste Italiane

  • –di Gianni Dragoni

Un banchiere al posto del «ferroviere». Alessandro Profumo, ex a.d. di Unicredit ed ex presidente di Banca Mps, è il candidato del governo all’incarico di amministratore delegato di Leonardo, l’ex Finmeccanica, al posto di Mauro Moretti. Malgrado si sia battuto fino all’ultimo per ottenere un secondo mandato triennale, Moretti ha avuto la strada sbarrata dalla condanna in primo grado a 7 anni di reclusione per il disastro ferroviario di Viareggio, avvenuto quando guidava le Ferrovie dello Stato.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha calato una carta a sorpresa nel pacchetto nomine per le maggiori società pubbliche, dopo un incontro ieri con il premier, Paolo Gentiloni e i continui contatti con il Quirinale. Le liste dei candidati del ministero dell’Economia (Mef), azionista di controllo (ma senza avere la maggioranza) di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna ed Enav, dovrebbero essere ufficializzate questa sera. Secondo fonti autorevoli, le scelte sono quasi tutte già state fatte, salvo imprevisti dell’ultima ora. L’altra novità di rilievo è la sostituzione dell’a.d. di Poste Italiane, Francesco Caio. Al suo posto dovrebbe arrivare Matteo Del Fante, a.d. di Terna da tre anni.

Confermati, come già previsto, gli a.d. delle due grandi società dell’energia, Claudio Descalzi all’Eni e Francesco Starace all’Enel, con le presidenti Emma Marcegaglia e Patrizia Grieco. Maria Bianca Farina sarà la nuova presidente di Poste, in sostituzione di Luisa Todini. Farina è presidente dell’Ania e, dal 2007, a.d. di Poste Vita e Poste Assicura. Gianni De Gennaro va verso la conferma a presidente di Leonardo. All’Enav dovrebbe essere confermata a.d. Roberta Neri, vicina al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e sostenuta anche dalle banche, è stata Cfo di Acea. L’incarico è stato offerto anche a Stefano Siragusa, ex a.d. di Ansaldo Sts, ora consulente a Bain. Per Enav ci sarà un nuovo presidente, al posto di Ferdinando Falco Beccalli: potrebbe arrivare l’ex ambasciatore Gianni Castellaneta, oppure l’avvocato Nicola Maione, ora nel cda della società.

La svolta nelle nomine è avvenuta dopo l’ultimo affondo, con Gentiloni e Padoan, dell’ex premier Matteo Renzi, che nel 2014 aveva rinnovato i vertici di tutte queste società e, anche stavolta, ha cercato di lasciare l’impronta. È stato Renzi a dare la spallata decisiva a Caio, non amato alle Poste per il suo stile di gestione (e il suo mentore Enrico Letta non ha più la forza politica di sostenerlo). Renzi avrebbe voluto la sua testa soprattutto per il mancato impegno di Poste nel salvataggio di Mps. Al posto di Caio da Terna arriva Del Fante, 50 anni tra due mesi, è stato direttore generale della Cdp e, come Renzi, è fiorentino, un dettaglio che non guasta.

Ma la sorpresa maggiore è l’indicazione per la guida dell’ex Finmeccanica di Alessandro Profumo. È un banchiere, niente di più distante dall’industria dell’aerospazio e difesa. Genovese, 60 anni, Profumo dal 15 settembre 2015 è presidente di Equita Sim, una banca d’investimento indipendente che controlla insieme al management. Per la successione a Moretti sembrava in pole position Fabrizio Giulianini, manager esperto di difesa, capo del settore dell’elettronica della difesa, che vale quasi la metà dei ricavi di Leonardo e nel 2016 ha messo a segno il maggior miglioramento di redditività tra i settori del gruppo.

Sul dossier Leonardo però aleggiava il possibile arrivo di un «Mister X». Renzi aveva già proposto altri candidati esterni, che per ragioni diverse non erano passati, da Alfredo Altavilla, numero due di Fca, a Lorenzo Simonelli, capo di Ge Oil & gas. Alla fine il governo ha deciso di mettere al posto di Moretti un manager con un nome di grande rilievo internazionale. È circolato anche il nome di Vittorio Colao, l’a.d. di Vodafone che ad ogni tornata viene candidato, ma sarebbe indisponibile, anche per ragioni di stipendio. Infine Padoan ha scelto Profumo, già presidente di Mps dal 2012 al 2015, il quale tra l’altro è nel cda in scadenza dell’Eni, in quota al Mef. Secondo indiscrezioni Profumo avrebbe posto come condizione per accettare di essere supportato da un direttore generale esperto del settore.

Nell’effetto domino creato da queste scelte resta da assegnare la poltrona, anch’essa ben remunerata, di a.d. di Terna. Si era affacciata, ma è tramontata, la candidatura di Francesco Sperandini, presidente e a.d. del Gse (Gestore dei servizi energetici), vicino a Francesco Rutelli e Gentiloni. Per Terna restano in lizza il filorenziano Valerio Camerano, a.d. di A2A e il Cfo di Poste ed ex Enel, Luigi Ferraris.

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