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Avanti in Borsa, sottovalutate dal mercato

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Avanti in Borsa, sottovalutate dal mercato

Hanno registrato performance di Borsa in alcuni casi migliori rispetto a molti concorrenti esteri. In altri nella media. Ma restano più piccole e tendenzialmente più sottovalutate dal mercato azionario. Le società a partecipazione pubblica come Eni, Enel, Poste, Leonardo-Finmeccanica e Terna racchiudono in sé tanti i pregi ma anche tanti difetti tipici delle aziende quotate a Piazza Affari. Negli ultimi tre anni, cioè da quando è nato il Governo Renzi che ha prontamente cambiato i vertici di questi gruppi nel 2014, in Borsa Leonardo ha battuto i concorrenti esteri (+95% la performance complessiva), Terna ed Enel si sono mantenute nella parte alta della classifica (rispettivamente +19% e +13%), mentre Eni ha registrato una delle peggiori performances borsistiche del settore a livello internazionale (-13%). E Poste, dalla quotazione del 27 ottobre 2015, ha fatto meglio dei concorrenti esteri (selezionati secondo i criteri ThomsonReuters) pur restando in negativo a Piazza Affari (-4,33%).

L’andamento borsistico di venerdì non rispecchia dunque quello che gli investitori internazionali pensano di queste società e di come sono state gestite dai manager nominati tre anni fa da Renzi. Il mercato venerdì ha dimostrato un certo scetticismo per la nomina di un ex banchiere, Alessandro Profumo, al vertice di Leonardo (tanto che il titolo della ex Finmeccanica è sceso del 2,37%). A Piazza Affari ha anche pesato il bilancio 2016 dell’Enel in linea con le attese, tanto da spingere il titolo giù dello 0,94%. Ma se si guarda ad un arco temporale di tre anni, il bilancio in Borsa - come detto - non è in generale negativo. Anzi.

Eppure se oltre alla performance si guardano più in profondità le valutazioni che il mercato fa di queste società, si scopre che - in generale - restano ancora un po’ indietro. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi del Sole 24 Ore su dati ThomsonReutes Datastream, Poste nel 2016 ha mostrato in Borsa un rapporto tra prezzo delle azioni e utili più basso rispetto ai concorrenti Japan Post e Cct Correios de Portugal.

Idem per Leonardo, che ha un rapporto ben più basso rispetto a società come Airbus o Safran. Terna ha valutazioni nella media del settore. In generale, queste società italiane appaiono sottovalutate (con l’eccezione di Eni) in Borsa rispetto ai concorrenti. Un po’ perché appesantite dal rischio-Paese, che influenza in negativo tutta Piazza Affari. Un po’ per fattori specifici. Questo emerge con chiarezza.

Come emerge il fatto che alcune di queste società italiane (emblematico è il caso di Leonardo) abbiano una capitalizzazione totale ben più piccola rispetto ai concorrenti internazionali.

Eppure questi dati (sottovalutazione e minore capitalizzazione) possono essere fattori premianti in futuro. Un esempio? Goldman Sachs venerdì ha definito Enel «l’utility più a buon mercato che ci sia». E l’ha anche appellata come «una delle utility a più veloce tasso di crescita».

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