Lifestyle

La festa triste dell’Inghilterra: ai Bianchi resta «solo»…

rugby

La festa triste dell’Inghilterra: ai Bianchi resta «solo» il Sei Nazioni

Irlanda Inghilterra (Lapresse)
Irlanda Inghilterra (Lapresse)

Vincere il Sei Nazioni e ricevere il trofeo con un sorriso tirato. Che strana la vita, che strano lo sport, se non basta un'affermazione del genere a essere pienamente soddisfatti. Ma l'Inghilterra del rugby non può gioire del tutto e almeno ieri a traboccare di felicità è stata l'Irlanda, che pure si aspettava di più da questo torneo ma è stata bloccata dalle sconfitte esterne con Scozia e Galles, quarta e quinta nella classifica finale.

Lasciamo da parte l'aspetto economico, per quanto importante. Gli inglesi, che si erano assicurati matematicamente il campionato con una giornata di anticipo vincendo quattro partite su quattro, si sarebbero spartiti un milione di sterline supplementare in caso di Grande Slam, cioè, in sostanza, se si imponevano anche a Dublino. Ma sicuramente il loro dispiacere è dovuto in misura maggiore all'avere fallito in una volta sola una serie di obiettivi: nell'ordine, la Triplice Corona (per il team che, tra Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles, vince tutti gli incontri diretti), il già citato Grande Slam, il secondo Slam consecutivo (impresa mai riuscita a nessuna squadra da quando nel 2000 si è passati a sei partecipanti) e infine, ma soprattutto, il nuovo record assoluto “in solitudine” di vittorie consecutive in match internazionali.

Hartley e i suoi compagni, demolendo otto giorni fa la Scozia, avevano eguagliato il fresco primato della Nuova Zelanda ma non sono riusciti a migliorarlo. E come era successo agli All Blacks nello scorso mese di novembre, è stata di nuovo l’Irlanda a interrompere questo cammino glorioso. Con due partite all'opposto: 40-29 (e cinque mete a quattro) contro i campioni del mondo, 13-9 (e una meta a zero) contro l'Inghilterra. Facile capire che il primo match è stato molto più spettacolare e ricco di colpi di scena, ma quanto a pathos e intensità quello di ieri non è stata da meno.

A parte il momentaneo 3-3 di Farrell al quarto d'ora del primo tempo, i padroni di casa sono stati sempre in vantaggio e gli ospiti sono rimasti sempre “nei pressi”. Il primo tempo è finito 10-3 e ha fatto registrare l'unica meta (firmata da Henderson in sfondamento), mentre nella ripresa gli uomini di Eddie Jones hanno ottenuto un inutile parziale di 6-3, senza mai prendere veramente in mano la partita. Anzi, è stata la squadra del Trifoglio a mettere in mostra le cose migliori nei momenti decisivi (una touche rubata in difesa, alcune incursioni che hanno spostato in avanti l'asse del gioco in momenti delicati).

Insomma, all'Inghilterra non è riuscita l'ennesima rimonta, dopo avere battuto nel finale la Francia, il Galles e anche l'Italia. Mentre l'Irlanda ha giocato al meglio, trovando in Marmion e Payne, sostituti di due cardini come Murray e Rob Kearney, alcuni tra gli elementi migliori. In fin dei conti lo Slam più prestigioso lo hanno fatto proprio Rory Best e i suoi, capaci in meno di 12 mesi di mettere sotto tutte le squadre che hanno vinto la Coppa del Mondo: prima il Sudafrica in trasferta, poi la Nuova Zelanda sul “neutro” di Chicago, infine a Dublino prima l'Australia, a novembre, e ora i “Pavoni” inglesi.

Grande rugby, come quello che si è visto - tutto sommato - anche nel confronto tra Francia e Galles, che ha avuto una coda da ricordare. Con i gallesi in vantaggio 18-13, e con pochissimi minuti per arrivare all'80', la Francia si è installata a pochi metri, talvolta a pochi centimetri, dalla linea di meta avversaria e ha cominciato a guadagnare una punizione dopo l'altra cercando di sfondare in tutti i modi. Poiché nel rugby l'arbitro non fischia la fine se il pallone è in gioco o se il gioco è stato interrotto a causa di una punizione, il drammatico finale si è prolungato oltre ogni previsione, permettendo addirittura al pilone gallese Lee di subire una espulsione di 10 minuti e di fare in tempo a rientrare in campo. Dal 40' della ripresa si è andati avanti fino a 59 minuti e 55 secondi, quando Chouly, sospinto dal pacchetto, è finalmente atterrato in meta e Lopez ha centrato la trasformazione della vittoria per 20-18.

Partite tirate, equilibrate e avvincenti, mentre il vaso di coccio Italia aveva appena finito un triste Sei Nazioni perdendo 29-0 in casa della Scozia.

L'exploit dell'Irlanda
Irlanda-Inghilterra 13-9 (primo tempo 10-3). Per l'Irlanda: 1 meta (Henderson), 2 calci piazzati (Sexton), 1 trasformazione (Sexton). Per l'Inghilterra: 3 calci piazzati (Farrell). Calci fermi: Sexton 3 su 3; Farrell 3 su 3.

L'ultima giornata
Risultati: Scozia-ITALIA 29-0; Francia-Galles 20-18; Irlanda-Inghilterra 13-9
Classifica finale*: Inghilterra 19 punti; Irlanda 14 (differenza punti +49); Francia 14 (+17); Scozia 14 (+4); Galles 10; ITALIA 0
*Quattro punti per la vittoria, due per il pareggio, un punto di bonus alla squadra che segna almeno quattro mete e a quella che perde con meno di otto lunghezze di scarto

© Riproduzione riservata