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Padoan, primo consulto con Mnuchin

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Padoan, primo consulto con Mnuchin

Baden Baden

Un breve incontro fra ministri e governatori del G-7 all’ora della prima colazione, prima che iniziasse la giornata del G-20, ha sollevato il sipario sulla presidenza italiana sul gruppo più ristretto gruppo, che riunisce i grandi Paesi industriali. In vista del meeting di maggio a Bari, i sette si sono confrontati sui temi dell’agenda, in parte coordinata con quella fissata dalla presidenza tedesca del G-20: l’obiettivo di una crescita “inclusiva”, che cioè porti benefici anche a quella parte della popolazione finora esclusa; la cooperazione fra le banche regionali di sviluppo per intervenire in modo più efficace nei Paesi poveri; la sicurezza cibernetica e la lotta ai finanziamenti al terrorismo; la tassazione.

Degli stessi temi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato con il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, nel loro primo incontro di persona dopo un breve contatto telefonico. «La mia sensazione – ha detto Padoan – è che la nuova amministrazione americana sia ancora nella fase in cui sta passando dal programma elettorale a specifiche politiche di Governo. Siamo ancora agli inizi, aspettiamo le loro misure. Stanno ancora imparando un mestiere. Ma non si vede un atteggiamento isolazionista. Capisco però la delusione della presidenza tedesca per il ridimensionamento del linguaggio sulla questione del commercio e sul finanziamento della lotta ai cambiamenti climatici». Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha ricordato che l’anno scorso in Cina il G-20 aveva registrato una consonanza d’intenti e che proprio Pechino aveva fugato i dubbi sulla sua volontà di collaborare a livello internazionale. Ora «un po’ paradossalmente» questo equilibrio viene messo in discussione dagli Stati Uniti. Visco ha anche notato il miglioramento delle prospettive economiche, con rischi che restano orientati prevalentemente al ribasso, ma con un maggior bilanciamento. Le incertezze, ha detto il governatore, oltre che dalle divergenze sul commercio, vengono dalle politiche che potrebbero seguire al referendum britannico e alle elezioni presidenziali americane. «Gli effetti sull’economia globale per ora non si vedono – ha affermato il banchiere centrale – ma potrebbero materializzarsi nel tempo. I mercati ora sono favorevoli ma la volatilità molto bassa potrebbe essere un segnale di sottovalutazione dei rischi». Quanto alla politica monetaria della Banca centrale europea, la questione importante, «ma solo quando si sarà consolidata la permanenza dell’inflazione vicino all’obiettivo», sarà l’uscita dai tassi d’interessi negativi, «il vero strumento non convenzionale». «Ci confronteremo nel corso dell’anno», ha detto Visco, spiegando che le prossime minute riveleranno la discussione avviata già nell’ultimo consiglio sull’atteggiamento futuro della politica monetaria. L’altro tema importante dal punto di vista italiano e sul quale c’è stato accordo a Baden-Baden, è stato, secondo Padoan, la cooperazione sulla tassazione. Si possono ottenere migliori risultati a livello internazionale, ha detto il ministro, con un miglior raccordo con le politiche nazionali, sottolineando il lavoro fatto dall’Italia sulla semplificazione delle procedure e il miglioramento del rapporto fra amministrazione tributaria e contribuenti.

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