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Genova, Grillo: il metodo è giustissimo. «Io il…

il leader a roma

Genova, Grillo: il metodo è giustissimo. «Io il garante»

«Non c'è un problema di metodo, il metodo è giustissimo, è tutto spiegato nel blog». Taglia corto Beppe Grillo, uscendo dall'hotel Forum, sulle polemiche suscitate dal caso (e non sopite) della candidatura di Marika Cassimatis a Genova. «Io sono il garante», dice ancora il leader pentastellato a chi chiede se il suo intervento non dovrebbe avvenire solo in estrema ratio. «Una democrazia senza regole non è una democrazia, noi abbiamo le nostre regole. Io sono il garante e le faccio rispettare, chi non è d'accordo si faccia un altro partito».

Venti di guerra in Liguria
Ufficialmente Grillo è a Roma per prendere parte alla conferenza del M5s sull'acqua pubblica organizzata a Montecitorio. Ma resta da costruire compattezza con la pattuglia degli eletti, parte dei quali nutre perplessità sul modo con cui Grillo ha escluso Marika Cassimatis dalla corsa a sindaco di Genova. In Liguria del resto non si attenuano le proteste per la decisione unilaterale dell’ex comico. Dubbi sulla permanenza o meno nel Movimento sembrano aver preso piede anche in altri due consiglieri regionali mentre chi è già uscito, come Francesco Battistini, non lesina attacchi. «Dalla convention di Palermo nel M5s c'è stata una deriva autoritaria, oggi ci sono cerchi magici in ogni Regione» ha spiegato davanti alla platea degli ex grillini di Alternativa Libera che con una costituente lancia una rete che potrebbe includere anche i pizzarottiani di Effetto Parma e Effetto Genova. Alla fine la possibilità che a Genova si arrivi alle carte bollate è assai concreta. Come altissima è la probabilità che Cassimatis si candidi comunque a primo cittadino malgrado l’ormai ex militante abbia rimandato a un prossimo momento pubblico qualunque decisione. Nella cerchia più interna al vertice del M5S si negano intanto dissidi col capo. Così come hanno fatto ieri Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio.

Fiano (Pd): despota Grillo cancella chi usa sua testa
«Parole al vento», secondo il deputato dem Emanuele Fiano. «Grillo è l'incarnazione del despota, l'unico a decidere e tutti gli altri zitti. Chiede fedeltà alla cieca e dispensa investiture, fregandosene di ciò che decidono i militanti. E Di Battista si accoda scodinzolando. E Di Maio annuisce senza fiatare. Invece chi prova a pensare con la sua testa viene sbattuto fuori. Nel frattempo tra Roma, Genova, Padova e le firme false in Sicilia, i cittadini stanno assistendo alla verità: un'azienda partito che dimostra e pratica il suo odio per la democrazia e per la partecipazione dei cittadini».

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