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Dossier Le due ruote ora hanno bisogno di sostegno

    Dossier | N. 4 articoliRapporto Moto & Scooter

    Le due ruote ora hanno bisogno di sostegno

    Se il prezzo pagato dall’auto alla crisi economica è stato elevato, quello pagato dalla moto è stato ancora più pesante. Nell’anno peggiore, cioè nel 2013, rispetto al mitico 2007, le immatricolazioni di auto accusavano un calo del 48%. Per la moto la contrazione era invece del 65%. Come per l’auto, anche per la moto la ripresa è cominciata nel 2014 ed è andata, poi, via via rafforzandosi. Nel 2016 le vendite sono state 193.814 con una crescita del 13,3% sul 2015. Rispetto al 2007 il calo è però ancora del 55,56%, ma le prospettive sono positive. Data anche l'offerta insufficiente ed inadeguata di trasporto pubblico, la moto, e in particolare gli scooter, sono diventati uno strumento fondamentale per moltissime persone soprattutto per gli spostamenti casa-lavoro. Il parco circolante negli anni della crisi è fortemente invecchiato e quindi la domanda di sostituzione esercita una forte pressione sulle decisioni d’acquisto e, come per l’auto, la prospettiva della ripresa dell’economia rende queste decisioni più facili.

    Il terreno da recuperare è molto, ma il cammino è cominciato. Il settore della moto non chiede però scorciatoie e quindi niente incentivi. Chiede invece che si adotti una politica non inutilmente penalizzante per la moto, politica che potrebbe essere fatta con provvedimenti che non costano o che comunque costano molto poco. Una prima “riforma” importante consisterebbe nel riconoscere agli utenti di mezzi a motore a due ruote la qualità di utenti deboli, come i ciclisti e le altre categorie previste dal codice della strada e quindi con necessità di particolari tutele in termini di sicurezza. Un secondo intervento riguarda direttamente la sicurezza e dovrebbe consistere nel favorire l'installazione sulle strade di infrastrutture che garantiscono la sicurezza di scooteristi e motociclisti che oggi è esposta a grandi rischi dai guard-rail, dalla presenza di pali che sostengono segnali stradali, dalle vernici utilizzate per la segnaletica orizzontale che spesso sono scivolose e da altre soluzioni non pensate anche per le due ruote.

    Un altro provvedimento importante è consentire la circolazione alle moto anche sulle corsie preferenziali, come, tra l'altro, alcune grandi città già fanno, anche in Italia. E ancora un altro provvedimento che non costa nulla è consentire l'ingresso in autostrada (come avviene in tutta Europa) anche a moto e scooter con cilindrata di 125 cc. Viaggiare in autostrada è più sicuro anche per i motociclisti. L’elenco potrebbe continuare con altri provvedimenti a costo zero o quasi. Perché non li si adotta? Non ci sono certo ragioni di bilancio. Manca puramente e semplicemente la volontà politica e l'attenzione ad utenti della strada che sono sicuramente deboli e che chiedono più sicurezza.

    L’autore è presidente del Centro studi Promotor

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