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Dossier Elezioni amministrative, rispuntano le vecchie alleanze

    Dossier | N. 20 articoliElezioni amministrative 2017

    Elezioni amministrative, rispuntano le vecchie alleanze

    Oltre nove milioni di italiani saranno chiamati a breve (probabilmente l’11 giugno, anche se il governo non ha ancora fissato la data delle elezioni) a rinnovare i consigli e a scegliere il sindaco in oltre mille Comuni. Quattro i municipi capoluogo di Regione: Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro. Mentre sono in totale 25 i grandi Comuni capoluogo di provincia. Tra le città che superano i 100mila abitanti, oltre a Genova e Palermo, sono interessate anche Padova, Monza, Parma, Piacenza, Taranto e Verona.

    Un appuntamento politico di tutto rilievo non solo per il numero di elettori coinvolti ma perché vede i partiti tradizionali alle prese con uno schema di alleanze locali in pieno contrasto con quanto accade (o non accade) a livello nazionale: se il Pd ha appena subito una scissione a sinistra, con la formazione del Movimento dei democratici e progressisti di Bersani e D’Alema, e dunque resiste all’idea di una coalizione vecchio stampo per le prossime elezioni politiche, a livello locale i fuoriusciti non hanno nessuna intenzione di mollare il Pd e stanno lavorando a liste civiche di sostegno ai candidati comuni del centrosinistra. Lo stesso accade sul fronte del centrodestra. Mentre in tv e sui giornali non passa giorno che Salvini stigmatizzi le differenze con Berlusconi e Fi, nelle principali città in lizza il centrodestra marcia unito e compatto. Nel mirino c’è anzitutto Genova, città rossa per tradizione, come del resto lo era anche la Regione che due anni fa vide il centrodestra prevalere. E Genova è anche la patria di Beppe Grillo, che dopo la scomunica delle vincitrice delle primarie Marika Cassimatis rischia di perdere voti. Uno scenario che potrebbe ripetersi anche altrove, visto il moltiplicarsi delle divisioni tra i 5 stelle a livello locale. Tanto che i democratici si stanno attrezzando a una campagna elettorale tradizionale per le amministrative, ossia contro il centrodestra, e ad una campagna tutta incentrata contro il “populista” Grillo per le politiche. Una schizofrenia dovuta anche ai diversi sistemi elettorali.

    Da questo voto potrebbero quindi arrivare risposte anche sulle scelte future a livello nazionale. Ma con una differenza sostanziale: mentre la legge elettorale per i sindaci garantisce con il ballottaggio di avere un vincitore certo, se l’attuale sistema di voto non verrà riformato difficilmente la sera dello scrutinio per il nuovo Parlamento sapremo quale governo guiderà il Paese. C’è solo da augurarsi che il risultato delle amministrative fornisca indicazioni utili alle forze politiche per accelerare i tempi sulla nuova legge elettorale.

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