Italia

La prossima settimana i decreti per l’Ape, al via dal 1° maggio

PREVIDENZA

La prossima settimana i decreti per l’Ape, al via dal 1° maggio

La prossima settimana saranno varati i Dpcm per garantire l’uscita anticipata dei lavoratori precoci (con 12 mesi di contributi prima dei 19 anni d’età), per l’anticipo pensionistico “social” (a costo zero per il lavoratore) e per l’Ape volontaria che, insieme al decreto con i criteri per l’uscita dei lavoratori impegnati in attività usuranti, costituiscono la “fase 1” del tavolo sulle pensioni, avviato a fine settembre dal governo con i sindacati. L’Esecutivo vuole rispettare la scadenza del 1° maggio per l’operatività dei nuovi strumenti previdenziali, ed una prima finestra per presentare le domande è fissata dal 1° maggio fino al 30 giugno. Il 30 settembre sarà stilata la graduatoria dei beneficiari.

Due nodi aperti con i sindacati
Restano ancora due questioni aperte con il sindacato, sulle quali il governo si è detto disponibile a intervenire, con la prossima legge di Bilancio o in un altro provvedimento legislativo: per l’Ape social bisogna essere lavoratori dipendenti che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa un lavoro difficoltoso (indicato in legge di Bilancio), con un'anzianita' contributiva di almeno 36 anni. I sindacati hanno chiesto che i 6 anni vengano calcolati almeno nell’arco di 8 anni, il governo potrebbe introdurre 7 anni . Altro nodo critico: tra le condizioni per l’accesso all’Ape social, l’avere 63 anni d’età, trovarsi in stato di disoccupazione per licenziamento (anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale), aver concluso la prestazione per la disoccupazione spettante da almeno 3 mesi ed avere un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni. I sindacati hanno chiesto di includere in questa platea anche quanti sono disoccupati per aver finito un contratto a tempo determinato. Il governo potrebbe includere in futuro i contratti a termine solo se non interrompono gli ammortizzatori concessi in seguito a lcenziamento (in sostanza chi è stato licenziato 10 anni fa e da allora continua con contratti a termine è escluso).

Leonardi: eventuali correttivi in legge di Bilancio
Come ha spiegato il capo del team di economisti di Palazzo Chigi, Marco Leonardi , allargare nei Dpcm le maglie della platea potrebbe compromettere il via libera da parte degli organismi di controllo, ritardando l’avvio della norma.«L’Ape mantiene l’equlibrio dei conti assicurando flessibilità in uscita ai lavoratori. Siamo pronti ad intervenire sui problemi applicativi che si manifesteranno».

Dal 6 aprile via ai tavoli sulle pensioni dei giovani
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, invita a considerare anche gli aspetti su cui si registrano convergenze tra le parti. Che hanno concordato di aprire la cosiddetta “fase 2” del tavolo per mettere all’ordine del giorno il tema delle pensioni dei giovani. Il 6 e il 13 aprile si affronterà, finalmente, il tema dell’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui. Ai tavoli si parlerà dell’introduzione di una pensione contributiva di garanzia, legata agli anni di contributi e all’età d’uscita, per assicurare pensioni medio-basse dignitose. Il tutto, in vista del probabile taglio strutturale del cuneo contributivo.

© Riproduzione riservata