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Addio a Giacomo Vaciago, Come faremo adesso a raccontare che…

la scomparsa di Giacomo vaciago

Addio a Giacomo Vaciago, Come faremo adesso a raccontare che «l’economia è una bella storia»?

L’economista Giacomo Vaciago
L’economista Giacomo Vaciago

Chissà come faremo, adesso, a raccontare che «l'economia è una bella storia» per dirla col titolo di uno dei suoi libri, dedicato ai bambini. Perché Giacomo Vaciago, che ci ha lasciato a settantaquattro anni in seguito alle crescenti complicazioni di un intervento chirurgico, dopo una vita piena di soddisfazioni accademiche e private ( quattro figli e dodici nipoti erano il suo vanto), è stato uno storico collaboratore de Il Sole 24 Ore. E in tanti anni ha offerto ai nostri lettori quella che insieme alla grande competenza di economista era la sua dote principale.

Una capacità di spiegare, di divulgare i concetti difficili con semplicità e ironia. Il piglio schietto e la battuta folgorante si possono forse attribuire alla sua nascita emiliana: era nato a Piacenza, città di cui è stato sindaco tra il 1994 e il 1998. Ma forse quella capacità di comunicare, davvero fuori dal comune, gli veniva anche dalle sue frequentazioni di gioventù, dal grande rapporto con l'economista Giorgio Fuà, all’Università di Ancona. Fuà, concentrato sullo studio di un modello dell'economia reale per l’Italia , gli delegò pressoché interamente tutte le questioni di economia monetaria di cui Vaciago, specializzato a Oxford, dove tornò più volte come visiting fellow, era grande esperto: non a caso collaborò attivamente con la Banca d'Italia alla realizzazione in Italia del mercato secondario telematico dei titoli di Stato e fu anche visiting scholar alla Federal Reserve di Washington, oltre che consigliere economico di Citibank e presidente di Citinvest fra il 1983 e il 1991.

Ordinario di politica economica prima e di economia monetaria, poi, all'Università Cattolica di Milano, l'economista piacentino, che fu amico e stretto collaboratore di altri intellettuali cattolici come Beniamino Andreatta, Romano Prodi, Pippo Ranci, non ha mai lasciato cadere l'interesse per la dinamica concreta, day by day dell'economia italiana: per questo presiedeva il Ref , centro studi per la congiuntura di Milano. E per questo è stato consultato spesso dai governi. E' stato consulente alla presidenza del Consiglio con Giuliano Amato e con Romano Prodi, nonché presidente di una commissione del ministero delle Finanze per la dismissione degli immobili e, tra giugno 2014 e dicembre 2016, consigliere economico del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Dal colonne del nostro giornale, Vaciago non si è mai stancato di ricordare la necessità di tornare, dopo gli anni della grande crisi curata con le politiche monetarie ultra- accomodanti, a ragionamenti e strategie di intervento che aggrediscano i “fondamentali “ della crescita . Soprattutto, sottolineava, è essenziale un graduale passaggio dal facile ( ma sempre meno efficace) Quantitative Easing delle banche centrali a una politica di massicci investimenti, pubblici e privati, che ricostruiscano la capacità di crescita di un paese.
Idee e consigli che, da oggi, ci mancheranno molto.

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