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Commercio, edilizia e agricoltura: ecco dove «corre» il …

RAPPORTO UIF-BANCA D’ITALIA

Commercio, edilizia e agricoltura: ecco dove «corre» il contante

Addio al contante? È quasi una chimera per gli italiani, che continuano a subire il fascino della filigrana rispetto alla plastica di carte di credito o bancomat. A certificare la passione è l’ultimo rapporto statistico dell’Uif (l’unità di informazione finanziaria) presso la Banca d’Italia, che ha colto l’occasione anche per fare il punto sulle segnalazioni di riciclaggio relative al primo rientro dei capitali.

I settori dove il contante «corre» di più
Analizzando le operazioni di versamento e accredito per attività del cliente, che emergono dalle segnalazioni antiriciclaggio aggregate, i commercianti non rinunciano certo all’uso di banconote e monete. Sono 50,5 i miliardi transitati passati dalle mani dei clienti agli sportelli bancari o postali. Una somma pari al 49% del totale che nel 2016, secondo quanto emerge dai dati Uif, si attesta a oltre 103 miliardi di euro.

Considerando poi gli importi medi emerge anche che ogni commreciante ha versato o accreditato sui propri conti 11.745 euro. Ma il contante non piace solo ai commercianti. Tra imprenditori, agrigoltori e costruttori sono circa 4,5 i miliardi trattati tra banche e uffici postali. In questo l’importo medio si attesta sugli 8.470 euro.

Dalla voluntary il 21% delle segnalazioni di riciclaggio
La voluntary disclosure si rivela un potente fonte d’innesco relativa all’antiriciclaggio. Su 100.435 segnalazioni di operazioni sospette arrivate all’Uif nel 2016 ben il 21% (quindi una su cinque) riguardano contribuenti che hanno aderito alla sanatoria per regolarizzare i capitali esportati o detenuti illecitamente all’estero. La maggior parte delle segnalazioni si è concentrata nel primo semestre (13.621). Le segnalazioni effettuate da commercialisti e avvocati, sia singoli che associati, sono passate - come fa notare l’Uif - dalle 2.542 e dalle 3.453, rispettivamente del secondo semestre del 2015 e del primo del 2016, alle 1.685 dell'ultimo semestre del 2016.

A livello territoriale, la spinta si registra soprattutto nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia (+25,1%). Ma «la crescita è stata sostenuta anche in Emilia Romagna (22,3%), Veneto (16,2%), Piemonte (13,8%)». Tutto da analizzare l’aumento di segnalazioni provenienti dalla Campania (30,5%) rispetto al secondo semestre 2015) che secondo l’Uif potrebbe non essere «riconducibile all'effetto della voluntary disclosure».

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