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Bankitalia: 2,7 miliardi utile netto 2016, record attivi a 774…

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Bankitalia: 2,7 miliardi utile netto 2016, record attivi a 774 miliardi

Gli effetti della politica monetaria espansiva dell'Eurosistema hanno portato il bilancio della Banca d'Italia, alla fine del 2016, a 774 miliardi (contro i 587 del 2015). La crescita è del 24% e con essa è stato superato di 164 miliardi (+21,19%) il picco che era stato toccato nel 2012 (610 miliardi), l'anno buio della crisi dei debiti sovrani e degli spread BtP-Bund a livelli oltre la guardia. Nel corso dell'ultimo anno la Banca ha più che raddoppiato il portafoglio dei titoli di politica monetaria rispetto al 2015, raggiungendo i 245 miliardi.

I numeri
Complessivamente sono stati acquistati titoli del debito pubblico italiano per 115 miliardi, portando a fine esercizio la consistenza di questi titoli a 186 miliardi. Nella relazione del Governatore Ignazio Visco per l'approvazione del bilancio davanti all'assemblea dei partecipanti al capitale di via Nazionale (sono saliti a 115, 74 quelli nuovi dopo la redistribuzione delle quote eccedenti il 3%, come previsto dalla riforma introdotta nel 2014 dal governo Letta) è stato segnalato che anche le operazioni di rifinanziamento sono tornate a crescere dopo il calo iniziato nel 2012. A fine 2016 sono arrivate a un volume di 204 miliardi (+46 miliardi), frutto della liquidità immessa con operazioni di lungo termine solo in parte compensate dai rimborsi anticipati delle operazione sul 2015.

Ammontare delle riserve a 87 miliardi
Sul lato degli attivi della Banca da segnalare che anche il valore dell'oro è aumentato nell'ultimo anno (10 miliardi) portando a 87 miliardi l'ammontare delle riserve. Sul fronte del passivo è è proseguita la crescita invece del saldo debitorio della Banca d'Italia sul sistema dei pagamenti TARGET2 che nel 2016 ha registrato un incremento di 108 miliardi, dovuto, ha spiegato Visco, «soprattutto ad acquisti netti di residenti di quote di fondi comuni e altri titoli esteri e al calo della raccolta netta delle banche italiane sull'estero avvenuto in parallelo con la creazione di liquidità attraverso i programmi dell'Eurosistema».

Conto economico, utile di 2, 680 miliardi
I depositi delle istituzioni creditizie sono aumentati di 48 miliardi; le banconote in circolazione, esposte nel bilancio della Banca in proporzione alla quota di partecipazione al capitale della BCE, sono aumentate di 7 miliardi. Il conto economico si è chiuso con un utile netto di 2,680 miliardi, che prevede una distribuzione di dividendi ai partecipati per 207 milioni, rispettando i nuovi limiti statutari che prevedono l'accantonamento a riserve delle quote superiori al 3%. La politica di distribuzione dei dividendi negli anni a venire sarà assicurata entro un intervallo tra i 340 e i 380 milioni tramite una posta speciale attivata a partire dal 2016. Allo Stato va l'ammontare residuo dell'utile netto: 2,156 miliardi che, in aggiunta a imposte di competenza per 1,310 miliardi, portano le somme complessivamente destinate allo Stato su un livello superiore di circa 300 milioni a quello dello scorso anno.

Visco: con la riforma 2014 passato di mano il 27,5% del capitale
Nella Relazione all'Assemblea, Visco ha spiegato che in virtù della riforma del 2014 è passato di mano il 27,5% del capitale della Banca d'Italia. I tre maggiori partecipanti ne hanno ceduto il 23,9%. I soggetti che detengono quote sono, come detto, attualmente 115, dei quali 74 nuovi: 2 compagnie di assicurazione, 7 fondi pensione, 8 enti di previdenza, 15 fondazioni di matrice bancaria e 42 banche. Banche e compagnie assicurative hanno ridotto la loro partecipazione dal 94,3 al 73,2 per cento; è cresciuta dal 5,7 al 22,7 per cento la partecipazione degli enti di previdenza e dei fondi pensione. Le fondazioni bancarie hanno il 4,1 per cento del capitale. Il processo di riallocazione - ha detto Visco - non si è concluso: quattro partecipanti detengono ancora quote che eccedono il limite per un valore nominale di 2,9 miliardi circa. "La redistribuzione e la circolazione delle quote potranno trarre impulso - ha detto il Governatore - dalla costituzione di una posta speciale per stabilizzare nel tempo i dividendi nonché dall'avvio di un mercato secondario delle quote di capitale nel quale l'attività dei market makers – sostenuta dal nostro Istituto – contribuirà ad accrescere la liquidità dei titoli di partecipazione".

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