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Cambio al vertice dell’Anm: Davigo lascia, Albamonte nuovo…

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avvicendamento concordato

Cambio al vertice dell’Anm: Davigo lascia, Albamonte nuovo presidente

Cambio al vertice concordato per l'Associazione nazionale magistrati, dove il presidente uscente Piercamillo Davigo ha lasciato il posto al Pm capitolino Eugenio Albamonte. A sancire il passaggio di testimone, con voto per acclamazione, è stato questa mattina il Comitato direttivo centrale dell'associazione, riunito presso la sede ospitata al Palazzaccio a Roma. Albamonte - che ha ricevuto una telefonata di auguri da parte del Guardasigilli Andrea Orlando -ha preso la guida dell'Anm nell'ambito di una rotazione degli incarichi tra le varie correnti dell'associazione concordata già al momento dell'insediamento dell'ex Pm di “Mani Pulite”, nell'aprile 2016.

Il confronto con il Governo e il timore di «una fase di vuoto politico»
«Quello che noi temiamo è di cadere in una fase di vuoto politico, con un governo di cui non si capisce quale possa essere l'orizzonte, le elezioni che si spostano ogni settimana più avanti o più indietro, con le primarie del partito di maggioranza che sono diventate il tema centrale nel dibattito del Paese». In continuità con Davigo, che ha contraddistinto la sua presidenza con un forte pressing polemico sul governo per le scelte in materia di giustizia (culminato nell'assenza dell'Anm all'inaugurazione dell'Anno giudiziario in Cassazione), Albamonte ha subito evidenziato gli attriti con il Governo, ingigantiti dall'incertezza del quadro politico. «Noi abbiamo paura - ha aggiunto - che gli spazi per interloquire siano minimi, pur se i temi sono importantissimi, dai magistrati in politica alla riforma del processo penale, ai migranti».

Dopo sfogo Pm di Trani «training sull’uso dei social per i colleghi»
L'elezione di Albamonte arriva a due giorni dalla bocciatura da parte del tribunale di Trani dell'inchiesta sulle agenzie di rating condotta dal pm Michele Ruggiero, che ha poi diffuso le sue riflessioni critiche sfogandosi sui social: «Sono stato lasciato solo. Evidentemente ci sono verità che è bene restino sullo sfondo». Riprese dal blog di Grillo, le sue parole hanno inevitabilmente scatenato polemiche, tanto che il neo presidente annuncia l’intenzione di «far fare ai colleghi un po' di training sull'uso dei social network, nel senso che bisogna stare molto attenti perché sembra a volte una dimensione privata ma in realtà provata non è». «Il costume del magistrato, per quelli che sono i parametri etici e deontologici, e anche dell'Associazione – ha spiegato Albamonte – presuppongono che il magistrato possa dire qualunque cosa purché si esprima con toni corrispondenti alla dimensione professionale e alla serietà». Qualsiasi tesi - ha concluso - «può essere liberamente sostenuta dal magistrato e non credo l'Anm o altri organismi possano censurare nel merito. Il problema è come si rappresentano le cose, allora forse un po' più di attenzione bisogna farla».

Ricambio che interessa tutti gli incarichi associativi
Veneziano, classe '67, in magistratura dal '95, Albamonte appartiene al gruppo di Area, il cartello delle toghe di sinistra di Magistratura Democratica e Movimento per la giustizia. Da otto anni Pm alla procura di Roma, il neo presidente del sindacato delle toghe è specializzato in indagini su crimini informatici e cyberterrorismo. Il suo nome è legato alla recente inchiesta sui fratelli Occhionero, accusati di aver spiato politici, imprenditori e aziende di Stato. Nel rinnovo dei componenti della giunta rientrano anche il nuovo segretario Anm Edoardo Cilenti (area Magistratura indipendente), attualmente consigliere in Corte d'Appello a Napoli, e il vicepresidente Antonio Sangermano (gruppo Unicost), appena nominato procuratore capo presso il Tribunale per i minorenni di Firenze, dopo essersi occupato di criminalità organizzata comune e narco-traffico.

Giunta rinnovata in carica per un anno
L'incarico di vicesegretario è invece andato a Francesco Valentini, giudice a Latina, per quasi venti anni in servizio presso la Procura di Napoli e alla Dda, anche lui componente del gruppo Autonomia e Indipendenza guidato dal presidente uscente Davigo. Fanno parte della giunta, che rimarrà in carica un anno, anche Silvia Albano, giudice civile a Roma; Tommasina Cotroneo, consigliere della Corte d'Appello di Reggio Calabria; Rossana Giannaccari, giudice civile a Lecce, Stefano Buccini, pm a Venezia, e Michele Consiglio, giudice a Siracusa.

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